
Guardò per l’ultima volta le nuvole e l’azzurro. Poi la zona da cui, probabilmente, qualcuno nel pubblico l’avrebbe guardato.
“Spero non sia l’ultima volta” aveva detto lei uscendo dal ristorante, quindici giorni prima. Lui aveva distolto lo sguardo, guardando verso il cielo.
Il responsabile della missione lo spinse dentro il ventre del missile, dolcemente. Lui si inserì nella poltrona, e mentre regolava la tensione delle cinture di sicurezza, la mano si posò su un rigonfiamento della tuta spaziale. Dentro, in una tasca, un temperamatite di plastica colorata riproduceva Snoopy in posa da barone rosso sul tetto della cuccia. Rivide lo sguardo della bambina, la figlia, che glielo porgeva.
Il suo cuore bionico non cambiò di ritmo, non modificò la frequenza, soltanto venne pompato un maggior quantitativo di sangue al cervello.
Sei anni. Un viaggio di sei anni. Per questo il suo cuore era stato sostituito con un organo biomeccanico, che non si sarebbe rovinato durante un viaggio così lungo, verso uno dei pianeti lontani della galassia.
“Ti lascio il mio cuore” le aveva detto sorridendo, mentre tendeva verso di lei un contenitore ermetico in cui era stato conservato il muscolo espiantato.
Il cosmodromo si riempì di rumore, nuvole di gas e vapore si alzarono dalla base del razzo vettore e poi, con rombo di terremoto, il missile si lanciò verso il cielo, verso il blu, verso il buio dello spazio profondo.
Lei, a casa, non appena vide sullo schermo televisivo l’astronave puntare verso il cielo, prese il contenitore con il cuore di lui e lo gettò dalla finestra.
Pochi secondi dopo, un fiore di fuoco sbocciò nel cielo.
La gente nel cosmodromo ammutolì, inorridita.
Il cuore gettato dalla finestra iniziò a sanguinare.
Il temperamatite del barone rosso si fuse, indissolubilmente, insieme all’astronauta.
E siccome non glielo ha sicuramente prescritto il dottore di annoiarsi con la consultazione di un blog banale, presidenta tragga le opportune conclusioni.
Senza rancore, con banale leggiadria, faccia visita a quelli concreti e trendy.