domenica 23 novembre 2008

martedì 18 novembre 2008

congelamento temporaneo

pyll bill





































Non posso restare insensibile alla sgradevole voce della coscienza. Per cui mi rimetto a scrivere,

riducendo i tempi di frequentazione sul web. E' inevitabile un congelamento del blog, temporaneo

e non definitivo.

 Hasta la vista.

domenica 16 novembre 2008

domani, ovvero la sgradevole voce della coscienza

boat















































foto di medicineman








Antonio…



Antonio!


Eh?


Non fare finta di non sentirmi.


Chi?


Cosa chi, lo sai benissimo chi sono.


Ah.


Testadiminchia, solo ah sai dire?


Effettivamente, potrei articolare fonemi più complessi.


Non è questo il punto. Non è questo il punto. E non è questo il motivo per cui ti sto chiamando.


Ah.


Ricominci? Ma ti sei visto?


Si, son un po’ in sovrappeso, ma ho ripreso ad andare in palestra, due volte a settimana.


E poi? Da quant’è che non ti metti tranquillo a leggere? Per non parlare della scrittura.


Già, ma ierisera ho ripreso il libro di Murakami, ne ho letto una ventina di pagine e poi…


Appunto, e poi?


E poi ho acceso la televisione, era tardi, stavo aspettando che rientrasse mio figlio.


E poi? E poi?


E poi e poi. E poi mi sono messo a fare zapping. Va bene, ho chiuso il libro, ma avevo…


Ma, ma, ma , cretino testadicazzo. Ma poi ti sei messo a guardare solo le signorine fruttuose, quelle decerebrate scosciate che sono messe lì in televisione apposta per spegnere i pochi barlumi di luce del tuo cervello, ammesso che quella poltiglia informe che ti sciaborda dentro il cranio possa ancora essere definita un cervello.


Non ce la fai a farmi sentire un pervertito.


Certo, lo sai benissimo che sei un maniaco, un demente pippaiolo.


Ora non esagerare, eppoi pensare un po’ a sé stessi…ma si abbandonare i pensieri, per un po’…


Ma te lo sei dimenticato di quello che dovevi fare? Te lo sei dimenticato, e il tuo comportamento mi fa pensare che tu sia molto più vicino alla demenza senile di quanto possa immaginare.


Esageri sempre, mi sono lasciato un po’ andare, ecco. Mi sono lasciato un  po’ andare, però…


Però cosa. Cosa, cosa, però. Sei un deficiente, come al solito cominci le cose e poi lasci perdere, rimandi, posterghi, archivi provvisoriamente.


Senti, sentitela come è acuta, caustica, eh signori la mia coscienza sale in cattedra, zitti tutti, la mia coscienza tiene una lectio magistralis…


Che difesa! Che difesa! Ora basta, vuoi per cortesia ripetermi quello che mi avevi promesso qualche mese fa? Ce la fai a ricordarlo o ti aiuto io?


Promesso? Io non so promettere, sono un bugiardo cronico e la maggior parte dei miei progetti restano tali, non ho le palle per portarli avanti: eccoqui. Volevi sentirmelo dire? Te l’ho detto, e ora?


Ora basta. Stai cincischiando, accampi scuse e non mi fai nessuna pena. Nessuna. E non credere che mi commuova quando ripeti le accuse che gli altri ti fanno, lo vedono bene quello che stai per diventare.


Veramente…veramente, non è perché lo vedono, ma perché lo credono.


Smentiscili. Zittiscili. A-g-i-s-c-i!


Hai ragione. Ora cerco i file. Ora li rimetto sul desktop. Si. Ricomincio a scrivere il romanzo. Anzi li riprendo tutti e due. E poi.


E poi?


E poi avrò bisogno di isolamento, di concentrazione, di produrre idee, pagine, capitoli.


Come sei pomposo, ma chi ti credi? Tolstoi? Produrre capitoli, pagine…te ne servono duecento, duecentocinquanta, te l’hanno pure detto. Finiscili questi romanzi. E poi vediamo se è il caso di lasciar perdere completamente con la scrittura.


Quindi neanche tu sei sicuro che..,


Coglione. Coglione, io sono la tua coscienza, non un critico letterario. Vai a rompere le palle all’editore, comincia ad attivare le tue conoscenze, datti un tempo, una scadenza, provaci. Provaci almeno. E concentrati. Lo sai che devi fare, vero?


Si lo so. Chiudere con internet, con i forum, con il perdere tempo davanti alla televisione, concentrazione ed isolamento, questo serve. Si questo mi serve.


Bravo. Quando comincerai?


Domani. Domani comincio. Stasera faccio le ultime cose, saluto, saluto i contatti…


Domani, domani, sei il solito, come faccio ad essere ancora la tua coscienza? Ti abbandono, uno di questi giorni. Ecco, domani ti abbandono.


Domani?


Si domani, ciao.































































giovedì 13 novembre 2008

la terra degli uomini rossi (birdwatchers)





Non avevo ben chiaro ierisera, uscendo dal cinema, che tipo di sensazioni e di emozioni mi avesse suscitato la visione del film di Marco Bechis. Poi, durante la notte, ripensandoci, ho capito.

Praticamente non c'è una storia, ma una breve sequenza di eventi, tutti abbastanza violenti. Potrebbe quasi essere uno di quei documentari in cui l'autore fa vedere anche dei retroscena, utili comunque alla comprensione delle immagini.

Facendo le debite proporzioni, in quanto la denunzia viene sentita debole e distante dallo spettatore italiano, potrebbe essere paragonato a Gomorra, per il fatto appunto di essere una non-storia ma una cruda fotografia dello stato di degrado ed abbandono in cui versano gli Indios Guarani, assediati dai latifondisti brasiliani e ridotti a fenomeni antropologici da inserire in pacchetti turistici tutto incluso per birdwatchers europei in cerca di emozioni e di contatto con gli aborigeni. Alla fine, l'urlo del giaguaro, descritto dallo sciamano come l'unico amico degli Indios.



Se l'avete perso a settembre, recuperatelo adesso.

martedì 11 novembre 2008

Blog e nuvole, si ma dove?





blognuvole.splinder.com/







Giusto, giusto, non ho indicato la giusta latitudine del racconto che va al concorso.







Lo trovate qui e si chiama Cosmodromo.







Se magari lo leggete, e ci lasciate (non qui ma ) anche un commento.







Eggrazie.

giovedì 6 novembre 2008

blog, nuvole e nuvole che corrono





qui, proprio qui, ho mandato un racconto breve.

verrà illustrato da bravi fumettisti, e poi c'è pure un 

concorso.

Insomma, andatevi a leggere i 35 brevi finalisti.

Ho scritto brevi, a scanso di equivoci, non bravi.

lunedì 3 novembre 2008

il sogno di Felipe

l'immagine è stata rimossa su richiesta del proprietario geloso.

rappresentava una mustang del 66, in giro di notte con la pioggia.























Il sogno di Felipe dura trentotto secondi.







 Lui nuota, felice, vede una bandiera.








 Poi arriva l'uomo nero e lo costringe ad un risveglio perdente.