Vox clamans in deserto. Scrittore in pausa, fotografo consumatore ossessivo di Sd Card, ascoltatore di tanta musica, brontolatore professionista.
giovedì 5 dicembre 2013
a te l'euro ti ha rovinato
giovedì 29 settembre 2011
Mariastella, minatrice a sua insaputa
Sotto al cuscino
Ed un fotone
Nell'armadione
Con Dante e Petrarca
Ci vado in barca
Son diplomata
E lau-re-atta
Dell'istruzione ho il dicastero
So tutto per davvero
Son Mariastella
Geniale e bella
Tremate studenti
Attenti docenti
Più veloce della luce
Con aria truce
Vado in tivvu'
Non ridete più
Prossimo passo
Percorrero'il tunnel
Ginevra Gran Sasso
Da me finanziato
E poi realizzato
Dal grande governo
Imbattibile e eterno
Del fare e del dire
Minchiate orbe a non finire
sabato 5 marzo 2011
ma che bel sogno
Sto dormendo, e devo fare un sogno in cui faccio finta di. Scarto i sogni erotici, non ho più il phisique du role, scarto i sogni alimentari, sono a dieta, e scarto i sogni di volare, precipitare, lottare che tanto ne faccio di mio.
Facciamo finta che io sia un deputato del pdl. La mattina mi sveglio e penso a come migliorare l'Italia, le sue infrastrutture, valorizzare i giovani con lo studio e il lavoro, combattere il malcostume e lo sbracamento globale. Poi, mi ricordo che sono stato scelto dal premier per fare leggi adatte a salvargli il culo flaccido. Devo immediatamente svegliarmi, ma non ci riesco, o forse si, ma nel frattempo il deputato pdl del sogno urla come un ossesso" Fanculo all'Italia e agli italiani".
mercoledì 13 ottobre 2010
scambio vantaggioso
Siccome i trentatre minatori rimasti bloccati lassotto in Cile a poco a poco stanno prendendo l'ascensore e stanno tornando su, lassotto, appunto resterà un sacco di spazio sprecato. E un sacco di lavoro da fare.
Allora, prendiamo quei trecento delinquenti di serbi che ierisera hanno fatto bordello a Genova e graziosamente li facciamo scendere, con l'ascensore, proprio in quella miniera. Ah, si divertiranno di certo.
domenica 4 aprile 2010
niente accade. niente. Accadde, il 28 in libreria
lunedì 14 dicembre 2009
schifoso dietrologo
Ecco, qualcuno penserà che sono appassionato di sesso anale. Ma non è così. Sono uno schifoso dietrologo, nel senso che quando vedo sangue e gesti barbari, mi viene da pensare sempre "cui prodest?".
Il dietrologo allora sale, anzi salta, in cattedra. a quattro mani, che il dietrologo è sempre curioso e dannoso come una scimmia. Come un gorilla di stazza media, nel mio caso. (a proposito, che facevano ieri i corrucciati gorilla auricolarizzati del premier? sorbivano una cioccolata calda al Bar Motta?)
Secondo me, e chi perdona i peccati di pensiero mi perdoni (o no, me ne frego), il souvenir non è una via d'entrata nella spirale di violenza anti mister B, ma la via d'uscita. Ecco, la via d'uscita. Che siccome si capisce da un pezzo che le rotelle non gli girano più col turbo come una volta, qualcuno gli avrà detto: non ti dimettere, faresti una figura del menga, ma. Ma, se si tratta di sicurezza personale, puoi farti da parte. C'è un grande centro pronto a raccogliere quello che Mr. F sta zappettando da un bel pò. Quindi, Mr. B torna ad occuparsi solo (magari...) degli affaracci suoi, segnato irreparabilmente dal vulnus facialis, mentre Mr. F con Mr. C e Mr. R si fanno un bel grande centro biancogrigio, e amen.
E la lega,se lo piglia nel c. Ah, maniaco che non sono altro! Dietrologo!
domenica 6 dicembre 2009
no b day, no c day e no t day
che mr. B non mi sia simpatico, lo sanno pure i miei gatti. Ecco perchè da un pò di tempo evito di citarlo.
Anzi se cominciassimo a dimenticarcene tutti, calerebbe una specie di sipario (o sudario) mediatico. Invece no, il parlapartito parademocratico non perde occasione per nominarlo, l'antipatico mr. B. E basta, invecchierà pure lui, e già si vede, che buchi in faccia che ha.
aggiornamento: uno è stato condannato e l'altro no, indovinate chi . Detestano però entrambi i giudici. Poveretti. Loro, non i giudici ovviamente.
mercoledì 1 aprile 2009
si aspettavano molto da me
Tutti, proprio tutti, si aspettavano molto da me. E così, sono stato costretto a diventare una star patinata.
ma ancora non gli basta, non gli basta.
venerdì 20 marzo 2009
mercoledì 18 febbraio 2009
bravo, bravi ma vaffa...
Bravi, bravi, bravi tutti, i compagni. Continuando di questo passo, e la voglia di distinguo è tale e tanta che continueranno di questo passo, per leggere i risultati del PD alle prossime elezioni ci vorrà il microscopio elettronico.
Bravo, bravo, non so, er mitico Warter. Almeno uno che si dimette, mica Villari!
Bravo, bravo, bravo, già, bravo Roberto Benigni: mitica la battuta su Mina che manda solo filmati come Bin Laden; eccezionale nella difesa dell'amore. Punto. Perchè l'amore (per chi ci crede, ovvio) è un sentimento, il resto sono solo convenzioni sociali.
sabato 1 novembre 2008
(gran) maestro unico
a volte ritornano
giovedì 30 ottobre 2008
urban tales and small people from mars
(foto di medicineman)
Ok, ho capito Vigile Urbano. C'è lo sciopero, il corteo, gli studenti, le maestre, i professori, i celerini, i fascisti, i comunisti, quelli che non hanno da fare e quelli della digos, perfettamente mimetizzati, tanto che si riconoscono naturalmente.
Sai che faccio, Viglie Urbano? Spengo il motore, abbasso il finestrino e mi metto a leggere il giornale.
Mentre che leggo si avvicina uno, "ho fame dammi due euro". Minchia, penso, l'inflazione corre. Due euro per mangiare, "ma vaffanculo gratis" gli rispondo, e riprendo a leggere.
Suona il telefonino, numero privato. Cominciamo bene penso io, che di solito ai numeri privati non rispondo.
Però oggi rispondo. "perchè non mi ami più, perchè non replichi ai miei messaggini? tuo marito ti controlla?"
"forse hai sbagliato numero" gli dico io. "non sei Marina?". "vaffanculo a te e all'amore" e chiudo la conversazione. Oltre a essere idiota da esserti innamorato, neanche ti rendi conto che la voce che ti ha risposto non è quella flautata e pelagica di Marina, ma quella mia, che magari non sarò basso come alberto lupo, però si capisce ca sugnu masculu, almeno credo.
Riprendo la lettura, sorvolo la politica che ormai fa vomitare, passo direttamente alla succosa cronaca locale, storie di corna e di scambi di coppie fasulli e di politicozzi che mentre si facevano massaggiare dalle signorine poco vestite si dicevano tu devi assumere a quello e tu devi sistemare mio cognato.
Il corteo ancora non è finito, qualche imbecille comincia a suonare il clakson, il Vigile Urbano effettua esercizi di stretching con le braccia verso l'alto, gli studenti e le maestre e i professori e i genitori sono accaldati, si tolgono le felpe e le giacche e si osservano le ascelle sudate.
Una piccola astronave atterra sul cofano della mia macchina, si apre uno sportellino e ne escono due pseudo puffi verdi, che cercano di dirmi qualcosa. Li mando affanculo senza neanche ascoltare quello che vogliono, non è che sono xenofobo, ma mi devo leggere il giornale.
(sessanta anni fa Orson Welles terrorizzò l'America raccontando dalla radio l'invasione dei marziani, temo che oggi non farebbe la stessa impressione, anzi ne sono certo)
giovedì 23 ottobre 2008
mercoledì 22 ottobre 2008
martedì 21 ottobre 2008
good news
Pecorella ritira la propria candidatura a componente della Corte Costituzionale.
Aveva paura di fare la fine del capro espiatorio.
domenica 12 ottobre 2008
the show must go on
Uno di famiglia, dopo avere organizzato il funerale di mio padre, di mio nonno e dello zio giovane, lo posso considerare quasi uno di famiglia. Assomiglia a Clint Eastwood, quando aveva gli occhi a fessura e teneva una paglia tra le labbra, è anche parecchio più giovane di me, per cui ha buone possibilità di organizzare anche il mio. In fondo, come Clint, questo funeral manager, è un bravo cow boy de noantri.
Un pazzo neonazista, dopo aver progettato l'eliminazione fisica delle minoranze etniche, e dopo aver terrorizzato gli austriaci per bene (ne conosco qualcuno) ha deciso di autoeliminarsi schiantandosi con la berlinona di rappresentanza, che guidava dopo una notte brava, in un night-club. Evidentemente si era fatto contagiare dal mitico Silvio, ma non c'aveva il fisico.
Dopo che l'hanno arrestato, un topastro d'auto a Palermo, e gli hanno perquisito lo scooter con cui si recava al lavoro, è saltata fuori una copia della Divina Commedia. Ha dichiarato di essere stato affascinato dalla lettura televisiva di Benigni. Meglio per lui, al fresco potrà leggersi anche Purgatorio e Paradiso.
C'è una ragazza che vorrebbe morire ma non può. L'invincibile armada ecclesiastica si barrica dietro gli alti torrioni della morale: morirai solo quando il padreterno lo deciderà. Intanto il suo corpo fa prove tecniche di trapasso, povera lei, condannata alla vita.
Buona domenica, almeno spero.
lunedì 15 settembre 2008
ben lubrificato
I MIRACOLI DI SANTO SILVIO
Il primo miracolo fu il lodo Alfano, tramite il quale ha stabilito per legge che non può più essere processato o condannato per nessun motivo.
Poi, Santo Silvio andò dall’amico Gheddafi, regalandogli cinque miliardi di euro (ci si comprano cinque alitalie con quei soldi) in cambio della fine degli sbarchi in Sicilia: i fatti di oggi provano che purtroppo il miracolo è leggermente difettoso.
L’Operazione Alitalia: chiamiamola così. L’Alitalia è (o era) una azienda statale, compagnia di bandiera in cui per una serie di meccanismi perversi, i manager che la hanno affondata hanno beccato liquidazioni miliardarie, in cui i fornitori di cocacola o biscottini sono stati capaci di vendere a prezzi fino a cinquanta volte il prezzo di mercato, compagnia di bandiera che nel bene e nel male ha assicurato i collegamenti lungo la nostra tormentata penisola e con il resto del mondo, riuscendo anche a trasportare milioni di turisti a scoprire quel che ancora resta dell’Italia.
Arrivato al potere, Santo Silvio decide di sdebitarsi con i Furbetti della Cordata, e decide di vendere la compagnia statale. Però compie un miracolo: i debiti resteranno allo stato, e verranno succhiati dalle tasche dei contribuenti. Ricordatevela questa parola: contribuenti. Che bisogna stare attenti a pensare che il debito pubblico derivante dal Miracolo Alitalia si riversi sulle spalle di tutti gli italiani: giammai! Verranno inculati solo quelli che le tasse le pagano, cioè i lavoratori dipendenti.
Dicevamo che i debiti li pagherò io e tutti quelli che le tasse le vedono sparire direttamente alla fonte, in busta paga, mentre
Costoro però vogliono solo il malloppo, e non possono permettersi di pagare stipendi ai dipendenti e così dicono loro: i vostri stipendi sono fuori dal mercato (falso), non vogliamo pagarli, per cui se volete starci, voi che avete causato la crisi dell’azienda, voi sporchi lavoratori, dovete assoggettarvi ad un taglio minimo dello stipendio del venti per cento. Aspetta aspetta, ma non abbiamo detto che l’azienda era gestita male da manager nominati dalla politica? E che c’entrano i lavoratori?
C’entrano, e sono sicuramente agitatori e comunisti, che ostacolano il salvataggio della compagnia,
Così il fido Fantozzi minaccia: tra ventiquattrore tutti a terra per colpa dei sindacati. Aboliamoli, stì sindacati, e torniamo al Fascio dei Lavoratori; come? Persino Gianfranchino Fini ha abiurato? Fa niente, ci sono altri validi mentòri del periodo.
Quindi, il miracolo di Santo Silvio consiste nell’apparire il salvatore con la collaborazione dei Furbetti della Cordata.
Asino chi ci crede. Tutti asini.
A proposito di asini; tutti così li vuole i nostri figli, nostro Signore delle Emittenze, Santo Silvio da Arcore, tramite la mediazione della sua ministressa Gelmini: riduzione del numero delle ore scolastiche, che a scuola i bambini si annoiano e non hanno tempo di vedere tanta buona televisione da cui venire simpaticamente educati al Cafonismo Nazionale ed al Consumismo di Marca Obbligatorio. Non basta ridurre le ore? Ma sì, ragazzi miei, tagliamo anche un anno delle superiori! Basta con questi noiosi anni di scuola, il Paese ha bisogno di manodopera ignorante e manovrabile, lo studio e la cultura fanno male, anzi malissimo. Perché il più grande pericolo che corre chi ha studiato e riesce ancora a fare funzionare il cervello è che si accorga che il piffero suonato da Santo Silvio da Arcore è taroccato, e a poco a poco si trasformerà in un lubrificato fallo da piantare nel culo del contribuente (per chi non se lo ricordasse, il contribuente è quello che paga le tasse, non quello che le evade: chi le evade manderà i figliuoli alle scuole private, nelle università a pagamento e otterrà il diritto di far parte della nuova classe dirigente, poveri noi). Tengo a precisare che questo genere di divertimento sessuale non mi divertirebbe per niente.
This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend
The end of our elaborate plans
The end of ev'rything that stands
The end
No safety or surprise
The end
I'll never look into your eyes again
(jim Morrison)
giovedì 12 giugno 2008
giovedì 22 maggio 2008
somiglianze
mi torna in mente questo cartoon!
il pessimo Muttley!
domenica 4 maggio 2008
antipatico
Io riproporrei il sondaggio, chiedendo però: "se gli zingari fossero disposti ad adattarsi agli usi e costumi delle città in cui vanno a soggiornare, vi starebbero antipatici lo stesso?"
Aggiungerei un bel dilemma di antipatia: è più antipatico il figlio di gheddafi o calderoli?
In linea di massima direi che i figli di papà che non si fanno i cazzi loro sono antipatici, ma i procioni etilici che si spogliano per fare vedere la maglietta della salute in tv non scherzano neanche loro.