Quelli che ci mettono la faccia, non rendendosi conto che e' diventata culo.
Quelle che tanto c'e' il secondo turno, e si vince facile.
Quelli che pensavano che napoletani e milanesi fossero stupidi.
Quelli che invitavamo tutti e tutte al bungabunga.
Quelli che non sanno che la munnizza e' un boomerang di ottima memoria.
Quelli che hanno comprato la macchina del fango, credendo al venditore, oh yeah!
Vox clamans in deserto. Scrittore in pausa, fotografo consumatore ossessivo di Sd Card, ascoltatore di tanta musica, brontolatore professionista.
martedì 17 maggio 2011
quelli che
venerdì 5 giugno 2009
tutti al voto, tutti al voto
l'italico elettore visto dal suo costruttore.
mercoledì 5 novembre 2008
martedì 17 giugno 2008
uomini e tonni
Mia suocera ha telefonato oggi: "non comprate più tonno". "Perchè?" ho risposto io. "perchè stanno ingrassando i tonni coi cadaveri dei clandestini annegati". Beh, come ragionamento non è male, ma a me il tonno piace, per cui non smetterò di comprarlo. Però, se lo sapessero i giapponesi, che vengono nei porti siciliani a comprarsi i pesci migliori per la loro sfrenata passione per il sushi?
Poi mi chiedo: tutti questi gommoni uguali, importati in Libia, non saranno caduti lì per caso, qualcuno li ha fabbricati e poi qualcunaltro li ha comprati e rivenduti agli scafisti di Gheddati. Non bisogna essere estremamente astuti per scoprire chi regola questo commercio. Lo stesso discorso vale per i motori fuoribordo che spingono questi gommoni, non sono buste di patatine fritte, chi li produce stampiglia sul metallo un numero seriale, e la vita di un motore è come quella di un'auto, ricostruibile.
E i telefoni satellitari? Ognuno di questi traghetti della muerte ha a bordo un telefono satellitare, e un disgraziato a cui è stato insegnato ad usarlo. Anche in questo caso, le compagnie telefoniche che rilasciano i contratti per questi telefoni (che altrimenti non funzionerebbero) sanno benissimo a chi hanno fatto sottoscrivere il contratto. E' un prestanome e l'ha fatto per soldi? Offritene di più e canterà come una sirena.
Poi, arrivati vivi o morti sulle coste siciliane, qualcuno mette in mano a questi uomini-cibo per tonni degli spazzoloni per lavare i vetri. Ma dico io, non si possono infiltrare una decina di carabinieri in Libia, tra coloro i quali hanno pagato il biglietto per partire, e scoprire da chi vengono manovrati, sulla terraferma della onesta e civile Italia?
Mi faccio troppe domande, non avrò mai risposte. Nel frattempo, percentuali sovietiche per il centrodestra alle elezioni provinciali in Sicilia. Al tg regionale hanno intervistato il fratello di Totò vasavasa, che ha dichiarato : noi del gendrodestra siamo sgesi tra le gente e abbiamo barlado, mendre guelli della sinisdra fagevano gli intelleddualoni in delevisione. Minchia, Silvio, ma lo sai che hai ragione?
giovedì 12 giugno 2008
martedì 4 marzo 2008
esternazioni 2
lunedì 3 marzo 2008
horror tv
Una parte d’Italia non andrebbe mai a vedere un film dell’orrore. La stessa parte d’Italia ha paura della violenza, e si batte il petto nei riti domenicali. Proprio le stesse persone costituiscono l’audience, pare elevatissimo, di una delle più sanguinolente trasmissioni della rai. Mi riferisco a “Chi l’ha visto”.
Terminata la presunta funzione sociale, visto che chi scappa si porta dietro spesso il telefonino acceso, o fa sapere alla famiglia che non vuole rotte le palle, l’attenzione della graziosa giornalista che conduce la predetta trasmissione si è morbosamente indirizzata nel rivangare fino all’ossessione casi di scomparsa, di morte violenta, di eventi luttuosi avvenuti nel recente passato. La graziosa Federica si è fatta un chiodo fisso del caso dei due poveri fratellini spariti e ricomparsi, stecchiti, la settimana scorsa. Il fatto è stato analizzato, sviscerato, sezionato, sminuzzato con una pervicacia e un sadismo che ricordano le gesta del dottor Menghele. Questa gente mi fa orrore, secondo me, chi guarda “chi l’ha visto” è disturbato, ed ha pulsioni omicide e sadiche inconfessabili.
Lo stesso gusto dell’orrido, miscelato in bieca melassa alle convinzioni feticistico-religiose dell’italica plebe, è esploso vivacemente oggi, con la notizia, condita di squallidi dettagli, della notturna e segreta (ma non tanto) riesumazione della bara contenente le spoglie mortali di un povero frate cappuccino, eletto alla gloria della santità a furor di popolo. Un popolo credulone, totemico, che ha disseminato la nazione di sculture di orribile aspetto, circondate da ex-voto, fiori finti, buste trasparenti con reliquie e letterine di desideri.
Chissà perché-e se qualcuno lo sa me lo spieghi-questa operazione di bieca macelleria mediatica è stata fatta in piena campagna elettorale…
lunedì 25 febbraio 2008
fulminato come
Bell'esempio di coerenza. Però un pò l'invidio: il suo blog oggi ha avuto oltre 900 commenti. Fine dell'invidia, perchè a leggerli, quei commenti, non c'è da stare allegri. O meglio, lui non dovrebbe stare allegro. Ma tanto, se ne fotte. Un ministero in dote per ritirarsi. Bravo, bravo. Certo che a leggersi "la politica dei cannoli " di Francesco Merlo, oggi in prima pagina su La Repubblica, viene voglia di scappare in Australia. Mi dicono che i canguri sono pericolosi, meglio loro che il dottor Lombardo, sul cui carro vogliono tutti saltare...
Lui non lo sa, ma è fulminato.
venerdì 22 febbraio 2008
mercoledì 20 febbraio 2008
il nuovo che avanza
...meglio buttarlo via. Non si sa mai, magari con questo colorito ha fatto la muffa. Oddio, potrebbe essere anche botulino. Da quant'è in frigo? 44 anni e sei mesi? E'scaduto di sicuro. "a Varter, mejo che lo buttamo".
Ciriaco non lo sa, ma è fulminato.
domenica 17 febbraio 2008
sabato 16 febbraio 2008
fulminati come - 1
Il finto ggiovane Pierferdy. Oggi si, domani no, dopodomani forse.
Ago della bilancia, solo in una stanza, pesce di paranza.
Compare di Mastella, guardone in camporella, carta di caramella.
Pierferdy non lo sa, ma è fulminato.
giovedì 14 febbraio 2008
fulminati come
E' a pochi passi da casa mia. Sul marciapiede opposto c'è un grande bar con pasticceria.
Io m'incazzo perchè non posso parcheggiare, suv di seconda mano e preoccupanti berline
con il lampeggiante acceso sul tetto si fottono tutti i posti.
A bar non s'incazzano, fanno un sacco di caffè e aperitivi.
Il candidato a candidato si riconosce. Accompagnato da loschi figuri e stacchettanti bionde appena cadute dalla copertina di un giornale porno degli anni settanta. Il candidato a candidato fuma, e si guarda intorno. Il candidato a candidato ha il vestito di tecnopolimero catarifrangente appena comprato, che in qualche caso ha ancora l'etichetta cucita al braccio, la camicia col colletto anti-colpo di frusta, la cravatta ufficiale con il nodo a cipolla, scarpe stringate colore cane che corre con modanature e lacci sadomaso . Il cappotto di cammello del baltico è appoggiato sulle spalle, con nonchalanche. La stessa di chi non l'ha ancora pagato. Il candidato a candidato non lo sa, ma è fulminato.
venerdì 8 febbraio 2008
mercoledì 6 febbraio 2008
campania elettorale
L'Onorevole Monnezza, altro che ecoballe.