Vox clamans in deserto. Scrittore in pausa, fotografo consumatore ossessivo di Sd Card, ascoltatore di tanta musica, brontolatore professionista.
lunedì 3 ottobre 2011
lunedì 15 giugno 2009
quarantanovesima stagione (viste)
foto di medicineman
foto di medicineman
foto di medicineman
quello aperto, vale 24. Gli altri, uno.
(Poi, se avete qualche difficoltà, fatemi gli auguri lo stesso.)
venerdì 20 marzo 2009
domenica 30 novembre 2008
mercoledì 5 novembre 2008
mercoledì 22 ottobre 2008
martedì 14 ottobre 2008
Belpaese
Che non è solo quello scaduto e riciclato (accattativillo, vuol dire fiducia...), che poi non sarebbe nemmeno una novità, basta guardare alle norme salva Carnevale, al senatore condannato Totòcuffaro, alla merce di scarto che dai teleschermi strombazza le virtù del Premier.
Per esempio, Belpaese è quello che va alla partita di calcio in Bulgaria e si porta da casa le bandiere con le svastiche e i cori nazisti.
Belpaese è quello che non prenderà sul serio Saviano finchè non lo manderanno in orbita con una tonnellata di dinamite ( nel belpaese è tipico fare morire la gente che ha il coraggio e lo usa, e dopo che l'hanno accoppato intitolargli un aeroporto o un premio letterario).
Belpaese è quello che va in a'merica e si bacia con il pessimo George e gli dice che passerà alla storia: certo, ai libri di storia per avere scatenato una guerra evitabile.
Belpaese è anche quello che da quando il petrolio non costa più centotrenta dollari al barile il gasolio costa ancora un euro e quaranta al litro.
E per te, sconsolato o incazzato lettore di questo blog, qual'è il fulgido esempio di Belpaese?
domenica 12 ottobre 2008
the show must go on
Uno di famiglia, dopo avere organizzato il funerale di mio padre, di mio nonno e dello zio giovane, lo posso considerare quasi uno di famiglia. Assomiglia a Clint Eastwood, quando aveva gli occhi a fessura e teneva una paglia tra le labbra, è anche parecchio più giovane di me, per cui ha buone possibilità di organizzare anche il mio. In fondo, come Clint, questo funeral manager, è un bravo cow boy de noantri.
Un pazzo neonazista, dopo aver progettato l'eliminazione fisica delle minoranze etniche, e dopo aver terrorizzato gli austriaci per bene (ne conosco qualcuno) ha deciso di autoeliminarsi schiantandosi con la berlinona di rappresentanza, che guidava dopo una notte brava, in un night-club. Evidentemente si era fatto contagiare dal mitico Silvio, ma non c'aveva il fisico.
Dopo che l'hanno arrestato, un topastro d'auto a Palermo, e gli hanno perquisito lo scooter con cui si recava al lavoro, è saltata fuori una copia della Divina Commedia. Ha dichiarato di essere stato affascinato dalla lettura televisiva di Benigni. Meglio per lui, al fresco potrà leggersi anche Purgatorio e Paradiso.
C'è una ragazza che vorrebbe morire ma non può. L'invincibile armada ecclesiastica si barrica dietro gli alti torrioni della morale: morirai solo quando il padreterno lo deciderà. Intanto il suo corpo fa prove tecniche di trapasso, povera lei, condannata alla vita.
Buona domenica, almeno spero.
lunedì 2 giugno 2008
Vienna, il cafè e l'orgoglio terrone
Siete 'taliani? Il signore che doveva riportarci dall'hotel viennese all'aeroporto l'ha capito subito. In qualche modo era 'taliano pure lui. Padre austriaco, mamma 'taliana caprese, moglie giapponese. Infatti qualche difficoltà con l'itagliano ce l'aveva, ma ci siamo intesi.
Che Vienna, negli spazi lasciati liberi dal congresso, è una città da camminarci, senza bisogno di mete particolari, tanto c'è un sacco di cose da vedere. Mi ha fatto venire voglia di mitteleuropa, forse perchè ci sono stati tre giorni di sole e di temperature meridionali, e non ho visto difetti.
Che Vienna, al centro, si riconosce sempre per la stessa puzza acuta di piscio di cavallo, e questi tiri a due che girano pure la notte coi loro cocchieri tenebrosi fanno venire in mente Celine, e i suoni dei sonagli e degli zoccoli sul porfido puzzoso.
Ho finito di leggere due libri. In qualche modo parlano di memoria. Memoria da cancellare, in una specie di thriller psichedelico, e memoria da riempire, con i frantumi da rimettere a posto.
Il giallo lisergico (sì, sembra proprio un trip, ma di quelli buoni, che fanno sembrare logico e reale anche un mammuth in fila per un pedalò sulla spiaggia di Rimini, col mare color fragola) è l'ultimo libro di Murakami Haruki. Il mio scrittore giapponese preferito. Oserei dire, il mio scrittore preferito. Lo è, ed io vorrei tanto arrivare a scrivere come lui. C'è tempo, chissà.
Anche il titolo del libro Kafka sulla spiaggia, ha attinenze con il mio viaggio, ed anche con il contesto congressuale. Sapete bene che, se uno legge l'ultimo romanzo del proprio autore preferito, il giudizio non può essere obiettivo, tranne che codesto autore preferito non abbia pubblicato proprio una cagata pazzesca (mi scuso col rag. Ugo Fantozzi per la citazione).
Ecco perchè evito adesso di dire cosa ne penso, lascerò passare qualche giorno, magari lo rileggerò, o forse no. Però è uno di quei libri dove da piccoli ininfluenti tremori si genera un caos, uno di quei caos che solo gli dei possono governare, e dove a poco a poco, dopo l'esplosione della supernova narrativa, le cose riprendono ad incanalarsi in una apparente normalità (se volete un paragone musicale, pensate alla suite di Atom Hearth Mother).
L'altro libro che ho finito di leggere, e che mi è servito anche come antidoto al cinese griffato e puzzolente di merda che un ingiusto sorteggio dei posti al check-in mi aveva messo accanto nella poltroncina del Bombardier della Lufthansa, è quello di Mario Calabresi , Spingendo la notte più in là.
Come dicevo prima, la sensazione durante la lettura (che anche se cerchi di metterti, lettore, comodo in poltrona e con un angolo sentimentale sbieco e impersonale, ti acchiappa e ti torce il muscolo etereo dell'anima) è quella di osservare uno che, con scientifica caparbietà, raccoglie i frammenti di uno specchio andato in pezzi e li ricompone, incollandoli. Dopo, ci si sente riappacificati, come se questa missione postuma serva a ricongiungere una felicità interrotta del passato alla adulta chiarezza del presente.
Mentre ero alle prese con le ultime pagine, e l'aereo stava già rullando, una signora austriaca cotonata viola che aveva furtivamente cambiato posto, ha premuto insistentemente il pulsante per chiamare le hostess. Abbiamo tutti pensato che avesse avuto un infarto, per cui ho detto all'amico medico che mi viaggiava accanto "preparati House". Non si capiva cosa squittisse la signora viola, ad un certo punto il vicino di fila ha deciso di tradurre dal tedesco all'inglese, a beneficio delle due hostess italiane (carine ma attanagliate dal panico). Quella voleva che il marito la raggiungesse nel suo nuovo posto, perchè aveva paura a viaggiare senza artigliargli il braccino.
"allora perchè ha cambiato posto?" le ha detto severa ma divertita l'hostess dai capelli rossi.
Volevo un posto con un finestrino bello, ha risposto pigolando lei. Giusto, vista mare coi gerani appesi fuori.
Mi stavo dimenticando dell'orgoglio terrone. Siete 'taliani, ha detto il boss della compagnia di noleggio minibus convenzionata con l'organizzazione del congresso. Si, siamo 'taliani, abbiamo risposto in coro (eravamo in tre). Lui ci ha guardato con uno sguardo ibrido, un pò contento e un pò compassionevole, ed ha detto "in hotel brutto caffè, acqua sporca, venite nel mio ufficio che vi faccio un vero caffè italiano, non è lontano, cinque minuti a piedi". E così, mentre la tizia dell'agenzia congressuale che fino a quel momento aveva smaltito i congressisti in partenza con lo stesso sguardo delle ss che caricavano gli ebrei sul carro per Dachau, ha avuto una crisi culminata in strilli acutissimi (sapeva anche l'italiano, la bipede algida ), "non fare ritardo, non fare ritardo" noi abbiamo seguito il signor Mario che ci ha preparato il suo cafè 'taliano.
Al campionato europeo dell'orgoglio, quello terrone va in finale di sicuro.
giovedì 15 maggio 2008
è un mondo cattivo, baby
è un mondo cattivo, baby
quello in cui se a dodici anni non ti vesti come una zoccola
nessuno ti guarda
è un mondo cattivo, baby
quello che se lui ti chiede sesso tu glielo devi dare
è un mondo cattivo, baby
dove la vita sembra una brutta fiction
è un mondo cattivo, baby
in cui non esiste il delitto perfetto
nonostante quello che ti racconta la televisione.
E' un mondo cattivo, baby.
Spegni la luce che stanotte ti vengo a trovare
il tuo incubo peggiore, quello che ha la faccia
del tuo fidanzatino.
(non ci sto, non è delinquenza, è solo follia, gli adolescenti sono in balia di adulti dal pessimo esempio e di televisione, giornali e media assortiti che propalano l'apparire, anche solo per cinque secondi, come unica forma di espressione)