Vox clamans in deserto. Scrittore in pausa, fotografo consumatore ossessivo di Sd Card, ascoltatore di tanta musica, brontolatore professionista.
domenica 18 novembre 2012
Skyfall, ovvero il mito di Edipo-Bond
domenica 16 ottobre 2011
Carnage, ovvero il difficile mestiere di fare il lavoro degli altri
se uno vuole fare il mestiere di un altro, è giusto che ci pensi bene...ho visto ierisera "carnage", il nuovo film di Roman Polanski. I presupposti per una storia divertente e scomodamente attuale c'erano tutti: due famiglie, di diverso reddito e posizione sociale, si incontrano in un appartamento (dei meno ricchi) per dirimere la scomoda faccenda di una lite tra i figli, undicenni ma già abbastanza agitati, lite nella quale il ragazzino della coppia più sfigata subisce la perdita di due denti e tumefazioni sparse in faccia. Il film si svolge tutto dentro l'appartamento, e onestamente dopo la prima mezzora lo spettatore si immagina già come andrà a finire. La storia è sicuramente più adatta ad una trasposizione teatrale, ma al cinema annoia, e a questo punto spiego la faccenda del mestiere degli altri: Polanski, probabilmente tediato dalla lunga detenzione in Svizzera, voleva divertirsi e divertire con una pellicola divertente, che satireggiasse sul costume contemporaneo (iperprotettività delle famiglie, tensioni di coppia, lavori che invadono il privato etc.) ma non ha il mestiere di Woody Allen, a cui chiaramente voleva rubarlo. Poteva benissimo durare venti minuti, invece dell'ora e mezza abbondante che ruba allo spettatore, e sarebbe stato sicuramente più divertente. Jodie Foster è sprecata, ingessata nella parte di una madre frustrata che vorrebbe agire più di quanto non faccia, e gli altri sono automi, spinti stancamente dal copione. Conclusione, risparmiatevi i soldini del biglietto, e se proprio non potete fare a meno dell'ultima opera del signor Polanski, la noleggerete a tempo debito. Voto: 5 e mezzo, voto di mia moglie, 3.
mercoledì 10 agosto 2011
lunedì 21 febbraio 2011
vado pazzo per le proiezioni
Udite, udite:
Vado Pazzo per le Vacche sarà proiettato sabato 26 Febbraio alle 18.15 presso il Cinema Lumiere (Cineteca di Bologna) a Bologna, nell'ambito del festival di cortometraggi "Visioni Italiane".
Andate, e tifate per me e Tommaso Magnano, il regista che va pazzo per le vacche.
giovedì 17 febbraio 2011
vado pazzo per le vacche in giro
domenica 23 gennaio 2011
vado pazzo per le vacche - le proiezioni
a Palermo, presso il b&b "al giardino dell'alloro" (in vicolo san carlo 8) sabato 12 e domenica 13 dalle 18 alle 20.
a Palermo, presso la libreria "modusvivendi" di via quintino sella, domenica 13 febbraio alle 11.30.
accorrete, accorrete.
lunedì 3 gennaio 2011
vado pazzo per le vacche
http://www.youtube.com/watch?v=JcUG577rP3Q&feature=player_embedded
lunedì 8 febbraio 2010
mi avevano avvisato
E io che sono solitamente impermeabile ai consigli, non li ho ascoltati. E dopo più di tre ore, mi sono detto che ho fatto bene a non ascoltarli. Mi avevano avvisato, i soliti cinefili snob dal sopracciglio tremulo. Non andare a vedere Baaria. E non ci sono andato, anche perchè per ora mi ha preso una cinepigrizia indescrivibile. Però. Però l'ho noleggiato questo weekend, e me lo sono sorbito, diviso in due tranches, tra sabato e domenica. Dico subito che lo rivedrei, che ho visto la versione in dialetto siciliano, e che è piaciuto non solo a me, ma anche alla medmoglie, la quale ha un parametro di valutazione inequivocabile: se il film non le piace non è che si incazza o protesta, semplicemente si addormenta. E la sua palpebra è calata inesorabilmente su pellicole che invece pensavo le sarebbero piaciute. Durante Baaria, la palpebra non è scesa, anzi.
Perchè ci è piaciuto; non si può dire che la trama sia avvincente, anzi, però il modo con cui è raccontata, quello ci ha preso. E poi è un film inequivocabilmente siciliano, questo ne sono certo.
In subordine a questa informazione, visto che si parla di cinema, e visto che si vede una mucca, il progetto vadopazzoperlevacche va avanti, cliccare il link per scoprire a che punto è.
Ah, il regista cerca sponsor, questo lo scrivo.
domenica 22 marzo 2009
e se un giorno arrivasse la banda
Si parla d'Israele, si parla di arabi, si parla di uomini, donne, deserto e sentimenti. Un gruppo bandistico di Alessandria d'Egitto, splendidamente naif nella sua uniforme azzurro cielo, viene scodellato in un aeroporto in terra d'Israele. Non c'è nessuno ad attenderli, il direttore della banda è un uomo pratico, anche se di pronunzia non perfetta, chiede informazioni sui bus per raggiungere la località che li attende e ovviamente finisce in un non-luogo in mezzo al deserto, abitato da esseri che sembrano presi da una collezione di casi quasi umani. La musica, e la semplice lingua delle emozioni aiuteranno questi musicisti prestati alla polizia egiziana a entrare in relazioni più o meno profonde con gli abitanti del posto, che li ospitano per una notte, in attesa del bus che l'indomani li porterà alla giusta destinazione. La notte. Piena di chiaroscuri, di bagliori nostalgici, di quella forte sensazione che ti fa dire "una cosa del genere è successa anche a me". La pellicola è realizzata con affetto, senza chiasso inutile, con una fotografia che si staglia contro il deserto fisico, facendo risaltare il miliardo di mondi nascosti dentro ogni uomo.Sembra che non accada nulla, invece non è così. Allora, piazzatevi davanti al vostro televisore, accendete il dvd, tiratevi sopra una copertina di pile che aiuta, e viaggiate nel flashback emozionale. Il regista è Eran Kolirin , il film è del 2007 e si intitola La banda. A me è piaciuto ( ma sono di gusti facili).
lunedì 9 marzo 2009
match point (il culo aiuta, una luparata risolve)
domenica 1 febbraio 2009
cose che succedono (due fatti)
Ecco, in effetti non ho raccontato di come si stia muovendo una certa quantità di lavoro intellettuale intorno a vado pazzo per le vacche. Il regista in pectore, che si chiama Tommaso Magnano, qualche tempo fa è entrato in una libreria di Bologna, ha visto la copertina di Fulminati, ne è stato come fulminato , ha letto i racconti ed ha deciso che vado pazzo per le vacche sarebbe stato il suo film d'esordio nel pittoresco e complicato mondo del cinema. Ha contattato il mio editore, poi in coincidenza di una mia gita a Bologna per motivi di lavoro ci siamo conosciuti. La cosa divertente è che Tommaso vede l'ambientazione del racconto, le facce dei personaggi, persino gli oggetti che verranno usati nella realizzazione del film, allo stesso modo in cui li vedo io. Nel frattempo si è aggiunto uno sceneggiatore, amico di Tommaso, lui si chiama Francesco Niccolai, ci siamo sentiti per telefono, scriverà la sceneggiatura , io proverò ad aiutarlo, anche perchè di sceneggiature non ne mastico, ma.
Fatto numero due. Vi invito a passare dalla home page di Blog & Nuvole, per visionare le tavole disegnate scaturite dai racconti brevi che hanno partecipato al concorso. Concorso al quale ho partecipato pure io, inviando un racconto brevissimo (cosmodromo, qui è stato esposto qualche tempo fa). Il racconto è stato poi selezionato per accedere alla fase successiva, ed un disegnatore di cartoon l'ha scelto per intepretarlo a modo suo. Lui si chiama Armin Barducci, e la storia disegnata spunterà tra qualche giorno sul Blog & Nuvole.
martedì 20 gennaio 2009
vado, anzi andiamo pazzi
Ora c'è un team:
autore, regista e sceneggiatore.
Si parte.
La station wagon segue le curve della strada di collina. È
facile, basta seguire le indicazioni per la clinica, ha detto il
giovedì 4 dicembre 2008
domenica 30 novembre 2008
venerdì 24 ottobre 2008
vicky cristina barcelona
Pioveva, una serata adatta per andare al cinema. Ripresa di stagione, coi soliti amici. "un musical? vuoi vedere mammamia? nooo, andiamo a vedere il film di woody allen, che sicuramente ne vale la pena". Le ultime parole famose. A parte la scelta, discutibile, di raccontare con voce fuori campo una serie di scene che per comprimere i tempi non sono state messe nel film (mio cattivo pensiero), la colonna sonora infarcita di musiche prese dalle compilation economiche di cafè del mar, il film è poco. Le cose migliori sono i dialoghi in spagnolo tra una allucinata Penelope Cruz e un polifemico Javier Bardem che in questa pellicola non sbatte mai le palpebre, sembra finto. E anche la bambolina del cine che mi è tanto piaciuta in altri film, Scarlet Johansson, mi pare che in questo film non reciti affatto. L'amore a tre, ma anche a quattro, a tre meno uno, a due più due... Ora non voglio dissuadervi, ma...
venerdì 30 novembre 2007
c'era un motivo
al post esca di ieri.
C'era un motivo, anzi c'era un sogno. Un sogno lisergico. Che prima, avevamo avuto una lunga discussione, i quattro del giovedì sera. Stasera scelgo io avevo detto. Ho percepito il brivido di terrore lungo le schiene di tutti. E la med-moglie: è un musical? non ci vengo.
Poi, però, due ore di vibrazioni positive, di emozioni. Si, di emozioni. Come pelle d'oca, orripilazione, liquido lacrimale dissipato non solo attraverso le narici ma anche lungo le valli del viso. Se dovessi dire se mi è piaciuto dovrei dire di no. Non mi è piaciuto. Di più . Sono, anzi siamo tutti caduti dentro il gorgo dello schermo, sprofondati nelle poltroncine, afferrati ai braccioli. Storie e musica, e la gioventù, e gli anni sessanta. Il grande sogno lisergico. E tutti i personaggi hanno nomi caduti scuotendo gli spartiti dei Beatles. E l'amicizia, e l'amore. Si, l'amore. Persino un lieto fine. Sto parlando di "across the universe", un film che-secondo me-dovreste andare a vedere. Io tornerò a rivederlo. Pace, amore, lotta per gli ideali, e le canzoni dei Beatles. Poi, fuori dal cinema, ho litigato con uno che mi aveva chiuso la macchina nel parcheggio, ma ero talmente permeato di pace universale che l'ho mandato a fanculo con amore.
sabato 20 ottobre 2007
la bella gente e gli altri
Mi ha detto che è di Barcellona. E complice la sua faccia simpatica da coniglio gigante, coi dentoni e i baffi e i capelli strani tirati un pò su, ci siamo messi a parlare.
Io ho detto che Barcellona mi piace, che ci tornerei, che è una bella città. Lei ha ribattuto che verrà prima o poi a vivere a Palermo, dove ci sono mille monumenti e mille angoli interessanti. E, scoprendo i dentoni coniglieschi ha aggiunto " a barselona ci sono solo quatro palazi". Vero, ha ragione. Devo pulire i miei occhiali, sporchi d'abitudine e di transiti quotidiani e guardarmela meglio, la città. Quella in cui vivo.
Martedì sono andato al Policlinico, mentre aspettavo che l'omino della sbarra mi desse il biglietto d'ingresso al parcheggio, vergato a mano da due anni "apparecchiatura temporaneamente guasta" c'è scritto sulla colonnina che dovrebbe erogare i tagliandi magnetici, mentre aspettavo ho guardato a destra, e mi sono preoccupato.
A destra solitamente staziona il giaciglio cartonato di un essere umano, precario come un burattino, con un cappello a forma di cono rovesciato sempre in testa, in estate ed in inverno. Non ho visto sue tracce, ho pensato che fosse morto e che avessero ripulito tutto. Mi sono lamentato con me stesso, più volte ho pensato di fermarmi e parlarci, giusto per trovare un personaggio nuovo per un racconto: lo so, è un atteggiamento snob, intellettualoide, però ho il coraggio di ammetterlo.
Martedì notte, e non credo a causa della caponata, ho sognato l'intervista al signore che dorme sotto la tettoia del parcheggio al policlinico. Nel sogno mi diceva solo mi chiamo Giuseppe però, sempre nel sogno, io mi allontanavo da lui perchè temevo che la sua bocca puzzasse. Invece nel sogno non puzzava per niente, però gli facevo domande e lui rispondeva, senza che dalle sue fauci uscisse alcun olezzo, mi chiamo Giuseppe. Ancora non me lo sono spiegato, questo sogno.
Il campionato mondiale di ammazza la famiglia ha visto un bel match a Reggio Emilia: Albania-Italia 3-0.
E poi impazza la moviola sui principali eventi degli ultimi anni; i teledipendenti tutti lì, a sorbirsi le ricostruzioni al centesimo di secondo della strega di cogne, dei mostri di erba, del padre orco di gravina di puglia. E se non basta la realtà, un assortimento faraonico di serie tv autoctone e d'importazione serve il delitto efferato in prima serata, e l'illusione che gli autori dei misfatti vengano sempre scoperti dalla scienza, dalla polizia armata di microscopio, polverine e minigonne di pelle.
Giovedì sera sono tornato al cinema dopo mesi. "Trovami un film allegro" ha detto la med-moglie. E così siamo andati a vederci Hairspray. Ho già riferito a qualcuno che la pellicola è un musical buonista, sixty e kennediana, che la vera attrazione non è John Travolta camuffato da Bibendum.
Il bello è che è pieno di rithm'n blues, che non si può stare fermi col piede (stai fermo col piede diceva la med-moglie) e che si sorride. Si sorride. E mi sembra tanto, coi tempi che corrono.
Ho tentato di conoscere persone, persone che non vogliono farsi conoscere. Ci rinunzio.
mercoledì 22 novembre 2006
elezioni a furor di popolo
Si vota qui il nuovo volto (e non solo) dell'agente 007. succede che mi sono rotto le balle di tutti i poveri pseudosostituti di Sean Connery e Roger Moore. Io propongo questi, e voi?
ps: ho cambiato le foto che a qualcuna (:-) erano sembrate osè...