Vox clamans in deserto. Scrittore in pausa, fotografo consumatore ossessivo di Sd Card, ascoltatore di tanta musica, brontolatore professionista.
lunedì 3 gennaio 2011
vado pazzo per le vacche
http://www.youtube.com/watch?v=JcUG577rP3Q&feature=player_embedded
sabato 3 ottobre 2009
confesso, ebbene sì
giovedì 4 dicembre 2008
sabato 20 settembre 2008
efficenza silviatica
Non si riesce ad eleggere il presidente dell'organismo di vigilanza della Rai.
Però oggi sono state elette le due veline che sculetteranno sul desk di striscialanotizia.
Però le pulzelle erano in microgonna.
E mi sorge un dubbio.
Sono buttane-quindi multabili- quelle che portano sculettando e ancheggiando lascive la minigonna in strada, mentre non si può dire buttana a chi porta la minigonna in tv?
Ecco, la televisione SALVA.
Quello che è reato fuori, nella vita reale, si sublima nella finzione catodica.
Le buttane ora lo sanno, c'è un modo per evitare le noiose multe della buoncostume.
Basterà affittare uno studio televisivo, non un appartamento o un marciapiede, e non saranno più colpevoli di adescamento.
martedì 27 maggio 2008
Leslie Feist, piacere di conoscerLa!
Siccome sono uno che fa un sacco di dietrologia, sono spesso restio a fidarmi delle opinioni altrui, ma con discreta capacità di autocritica, il che mi fa spesso cambiare opinione su certi fatti, avevo accolto con una certa diffidenza una recensione di una rivista di moda femminile su di una certa cantautrice. Però siccome sono sempre in cerca di musica nuova per riempire i chilometri tra un luogo e l'altro (eh, la macchina è il mio ufficio), mi sono attaccato al sito dove mungo download a pagamento ed ho scaricato il ciddì di cui sopra. Ah, ancora non l'ho scritto? Dunque, dicevo. Nella stessa sessione di download ho scaricato molti altri cd di personaggi che godono della mia incondizionata fiducia, perciò questa cantautrice è stata ascoltata per ultima. Non sto a farla tanto lunga: questo è il pensiero che si è formato nell'ampia camera oscura del mio cervello, in cui, a causa dell'età, molti e molti neuroni hanno lasciato spazio a incoerente tessuto fibroso, quindi incapace di pensare. E' come se qualcuno avesse rubato un solo efficace spermatozoo a sua insantità Tom Waits, e subito dopo si sia preoccupato di fecondare, in ambiente musicalizzato, un oocita della mia signora del pop preferita, lady Aimeè Mann. Il prodotto di questa operazione di musicofecondazione è Feist. Lei si dichiara infulenzata anche da P.J. Harvey, non posso non darle fiducia sconfinata. Misteriosa canadese di Toronto (ma in Canada ne nascono spesso, di fenomenali autori-esecutori). Il cd che ho ascoltato, e che ancora è in heavy rotation nella plancia della mia auto è The Reminder . My moon my man, The sea lion, bisogna ascoltarle obbligatoriamente. Ed anche a voi nascerà quel pensiero che facevo prima. Inoltre, per i fortunati di Milano, stasera Feist suona ai Magazzini Generali. I milanesi, che di solito non considero fortunati a vivere lì, questa sera possono inebriarsi. Lo facciano un pò anche per me.
lunedì 17 marzo 2008
versione integrale (autori compresi)
cliccando invece qui si scarica l'intervista del 23 febbraio a tvt canale 21. E' una cosa un pò surreale, in cui gli autori dei Fulminati dialogano anche con dei palombari. In studio, non sottacqua!
giovedì 13 marzo 2008
9 marzo Fulminati (la lettura)
sandro la rosa: amateur
antonio musotto: tutti cornuti siete
9 marzo, auditorium della Rai di Palermo, Luigi Fabozzi legge tre racconti da "Fulminati" ediz. Navarra. Ho frazionato la lettura in tre parti, seguendo l'ordine con cui Luigi ha letto. Non sono bravo con le forbici digitali, però mi pare che adesso funzioni!
lunedì 3 marzo 2008
horror tv
Una parte d’Italia non andrebbe mai a vedere un film dell’orrore. La stessa parte d’Italia ha paura della violenza, e si batte il petto nei riti domenicali. Proprio le stesse persone costituiscono l’audience, pare elevatissimo, di una delle più sanguinolente trasmissioni della rai. Mi riferisco a “Chi l’ha visto”.
Terminata la presunta funzione sociale, visto che chi scappa si porta dietro spesso il telefonino acceso, o fa sapere alla famiglia che non vuole rotte le palle, l’attenzione della graziosa giornalista che conduce la predetta trasmissione si è morbosamente indirizzata nel rivangare fino all’ossessione casi di scomparsa, di morte violenta, di eventi luttuosi avvenuti nel recente passato. La graziosa Federica si è fatta un chiodo fisso del caso dei due poveri fratellini spariti e ricomparsi, stecchiti, la settimana scorsa. Il fatto è stato analizzato, sviscerato, sezionato, sminuzzato con una pervicacia e un sadismo che ricordano le gesta del dottor Menghele. Questa gente mi fa orrore, secondo me, chi guarda “chi l’ha visto” è disturbato, ed ha pulsioni omicide e sadiche inconfessabili.
Lo stesso gusto dell’orrido, miscelato in bieca melassa alle convinzioni feticistico-religiose dell’italica plebe, è esploso vivacemente oggi, con la notizia, condita di squallidi dettagli, della notturna e segreta (ma non tanto) riesumazione della bara contenente le spoglie mortali di un povero frate cappuccino, eletto alla gloria della santità a furor di popolo. Un popolo credulone, totemico, che ha disseminato la nazione di sculture di orribile aspetto, circondate da ex-voto, fiori finti, buste trasparenti con reliquie e letterine di desideri.
Chissà perché-e se qualcuno lo sa me lo spieghi-questa operazione di bieca macelleria mediatica è stata fatta in piena campagna elettorale…
martedì 12 febbraio 2008
l'italia è un paese affondato
Il perfido Tremonti ha appena detto a ballarò al giaculante Bertinotti: le rendite finanziarie? non si toccano! non si toccano! non si possono toccare i risparmi degli italiani. Giusto, non si possono toccare i risparmi sudati di chi moltiplica il denaro giocando in borsa, come il suo padroncino. I ricchi devono restare ricchi perdio, non gli si può far pagare più del 12,50%.
sull'evasione fiscale giustificata.
il velocissimo Valentino Rossi ha deciso di patteggiare col fischio. Proprio col fischio, elargendo venticinquemilionidieuro (oh, sono cinquanta miliardi, mica patacche!). Aveva ragione lui, evadendone almeno cento. Cazzo, quello che mi rode e che io, da lavoratore dipendente, non posso evadere niente, (e fa pure rima). E che il venticinquemilioni di euro del bambolotto più veloce del mondo andranno a rimpolpare la dotazione per prebende,stipendi di parlamentari e RIMBORSI ELETTORALI AI PARTITI, decine di milioni di euro che verranno elargiti di nuovo dopo le elezioni, continuando a percepire quelli presi grazie alle elezioni di due anni fa. Fanculo.
l'italia è un paese fondato
E' stata una soddisfazione particolare, forse perchè inattesa, per Bruno Vespa, il risultato di ascolto dello speciale Porta a Porta su Lourdes, che ieri in prima serata su Raiuno ha ottenuto 5 milioni 494 mila telespettatori pari al 21.52% di share, battendo in sovrapposizione il Grande Fratello su Canale 5. Dalle 21:17 alle 23:18, infatti, il programma di Vespa ha avuto il 21.43% con 5 milioni 492 mila spettatori, contro il 20.79% con 5 milioni 302 mila del reality di Canale 5.
"Si tratta di un risultato straordinario, anche dal punto di vista psicologico", commenta Vespa. "Puntavo su un buon risultato, ma non mi sarei aspettato di battere il Grande Fratello con una trasmissione a sfondo spirituale. Il Grande Fratello è esattamente l'antitesi di Lourdes e, in generale, l'offerta tv di ieri sera era gigantesca".
Lo speciale sui 150 anni di Lourdes "ha avuto punte di 6 milioni 650 mila spettatori: ripeto - conclude Vespa - avere più di sei milioni e mezzo di persone che guardano una trasmissione sulla Madonna, qualche riflessione la porta".
Letto su www.kataweb.it
domenica 18 novembre 2007
sul web, anche le mucche volano (e gli asini cantano)
(immagine da www.eddieflotte.com)
La facilità di accesso (apparente) alle informazioni, anche le più specialistiche, sul Web, ha fatto sì che chiunque abbia un computer (o un palmare , o anche un cellulare) possa disporne liberamente. Quindi, se desidero informazioni su come si diventa astronauta, basta imputare qualche semplice parola chiave sul Motore di Ricerca Universale Onnipotente (si legge Google) per impossessarsi democraticamente delle informazioni che ci servono. Bellissimo. La massima forma di democrazia. People got the Power ( cito la signora Patti Smith). Fin qui, è vero. Raggiungere informazioni è segno di libertà. D'altra parte sappiamo benissimo che il Potere si è sempre esercitato sulla base del possesso di informazioni, o della manipolazione delle stesse, o della loro invenzione fantasiosa (la chiesa?). Se io vivo in un paesello e non so come si fa la domanda per un concorso o la richiesta per esercitare legittimi diritti come una pensione, vado dal sindaco, o dal farmacista, o dal medico condotto, eventualmente dal prete ed in ultima analisi dal comandante dei carabinieri della locale stazione (gli sbirri per ultimi, magari in paese si passa per spioni). Loro, se lo sanno, forniranno l'informazione necessaria, gestendo potere e rendendovi dipendenti (per il voto, per un favore, per un lavoretto, una donazione o una soffiata). Questo era vero fino a che il Web non ci ha resi tutti (o quasi) indipendenti da questa catena di potere, con la possibilità di tuffarsi nel mare dolce delle notizie. Però. Però spesso succede che le informazioni raccolte non siano gestibili, debbano essere controllate, confrontate, molte volte anche eliminate. Non tutti, me compreso, siamo in grado di farlo. Molti, me compreso, avremo la tendenza a credere che gli asini cantano, e che le mucche volano. Questo genera spesso aspettative, speranze, illusioni, credenze. E la rabbia in chi si sente escluso dall'accesso ai miracoli promessi dal taumaturgo di turno, o dalla somministrazione della medicina miracolosa, che probabilmente non esiste, o che viene spacciata come tale dal venditore di fumo mediatico, che alimenta la sua ricchezza materiale attingendo alle possibilità economiche di chi ha bisogno di stormi di vacche volanti. Si formeranno cori, si stenderanno chilometriche petizioni, si intaseranno centralini e caselle postali, spesso però purtroppo si sarà solo sprecato tempo all'aeroporto bovino.
giovedì 15 novembre 2007
una struggente nostalgia
Provate a chiedere ad un minorenne cosa gli viene in mente ascoltando questa minima frase: una struggente nostalgia.
Probabilmente, la maggior parte vi risponderà che si tratta di una marca di jeans, o del nuovo pub con lap dance annessa.
Provo a chiedere-virtualmente-al giornalista (anzi ai giornalisti) che si sono tanto scandalizzati del fatto che alcuni minorenni hanno messo su youtube e su altri siti le immagini, girate col cellulare, della compagna di classe schiacciata dall'autobus, morta, cosa sull'asfalto di Modena.
Caro giornalista, che cazzo ti scandalizzi. I ragazzi basano i loro comportamenti sull'imitazione: e magari li avessero, degli adulti intorno da imitare. Invece sono abbandonati a loro stessi, vittime della televisione che gli lava i neuroni con reality e irreality, con buttane e machi, con plebe ululante e ingellata dalla testa ai piedi, firmati a suon di euri dalle mutande in su.
Caro giornalista, comincia pure tu ad evitare di enfatizzare l'omicidio, lo stupro, l'infanticidio, la loro minuziosa descrizione che fa dei protagonisti eroi mediatici, e delle vittime solo delle cose, cose di carne tritata insanguinata. Cose, senza voce, senza corteo di avvocati benvestiti e benpensanti che gracchiano la loro verità.
Vorrei che ancora qualcuno ricordasse cosa è una struggente nostalgia.
mercoledì 19 settembre 2007
Giovanni Crisostomo, lo spam e altre cose buttate via
A giudicare dal numero di email che ogni giorno intasano le mie cassette postali elettroniche il problema del secolo è la lunghezza del pene. Anche del mio pene. Probabilmente qualche ex fidanzata insoddisfatta ha spifferato tutto agli spammer, che- dio li benedica -stanno facendo a gara per risolvere il mio problema. Pochi dollari, non posso essere spilorcio, e potrò vantare misure missilistiche.
Anche oggi il Papa ha perso l’occasione di farsi i fatti suoi: citando il fantastico San Giovanni Crisostomo ( che aveva la bocca d’oro, merito di un ottimo dentista e di redditi non dichiarati) ha ricordato che anche gli antichi cristiani si ribellavano ai governi quando le tasse erano esagerate, demolendone le statue. Bravo il Papa e bravo il Crisostomo. Il cui santino sarà un gadget di sicuro successo alle feste della Lega.
Non mi piace il poco spazio dedicato dai media ai brogli nelle università per i test di ammissione a Medicina. Che antiquato, penserà qualcuno, ancora si scandalizza per questi trucchetti da quattro soldi, Che strano, tutti si lamentano della Sanità, che è fatta dai medici e dagli amministratori (scelti dai partiti per tessera e non per bravura), dagli stessi medici che sono entrati alla facoltà di medicina truffando ai quiz, che hanno superato gli esami per nepotismo e raccomandazioni, che in molti casi (non sempre, per fortuna) arrivano alla laurea prima ed alla specializzazione totalmente ignoranti, completamente arroganti e con l’unico obiettivo di fare soldi, un sacco di soldi. Sulla pelle dei malati, spesso persone che come unica ricchezza hanno la vita, e che diventeranno ancora più poveri per salvarsela, quella minima vita.
Quest’estate anche i parcheggiatori abusivi hanno indossato bianchi auricolari collegati con un filo bianco ad un lettore di files digitali anch’esso bianco. Chiedevano i soldi urlando, impossibile parlare con loro. La tecnologia isola, e ci obbliga a comunicare solo con mezzi che prevedono una spesa, una ricarica, un abbonamento.
Ho detestato il finto pauperismo che ha calzato i piedi del mondo con quelle orrende ciabattazze di gomma informi che facevano assomigliare gli arti inferiori di chi le indossava a Paperino; le ho viste anche ai piedi di motociclisti, turisti, funzionari pubblici e bambini. Chissà la puzza nelle case degli utilizzatori. Ricordate il letale aroma delle espadrillas a fine estate? Menomale che sono passate di moda, passeranno pure le ciabatte di Donald Duck.
I sindacati, che strana istituzione. Invece di essere contenti del fatto che la pubblica amministrazione si vuole svecchiare, diventare competitiva, competente, elastica, laureata e specializzata e, soprattutto, assumere i nostri figli e fratelli laureati e specializzati, schifiati dalle aziende private perché ambiscono ad un contratto che possa portare ad un progetto di vita, i sindacati invece di essere contenti, dicono no. Che brutte le belle idee quando le hanno gli altri. E se si svecchia e si eliminano assenteisti cronici, finti malati del weekend lungo e pigri geneticamente, chi pagherà le tessere al sindacato?
Non mi piace Grillo fuori dai telegiornali, e non mi piace dentro ai telegiornali, e non mi piacciono i telegiornali. E comunque appartengo alla tribù di quelli che non hanno capito, come Grillo, che dal blog si possono tirare un sacco di soldi. Tirarli dalle tasche della gente ed infilarli nelle proprie, e via col populismo, le urla, l’arringa della folla. Mi ricorda altri personaggi che però hanno fatto una brutta fine. Lo so che mi attiro un numero imprecisato (ma sicuramente cospicuo) di antipatie, non sopporto neanche i politici con l’occhio fisso alla telecamera, quelli che hanno sempre qualcosa da dire anche se hanno preso solo quattordici voti guidando il partito del pifferaio di Hamelin.
Per via di un incremento dell’energia i due elettroni-figli che abitavano in unico orbitale si sono separati; la nuova entropia prevede che io vaghi nello spazio come un neutrone triste, e loro occupino i loro orbitali privati. Per questo motivo ho perso il mio studio, e sto scrivendo sul tavolo della cucina cablata wi-fi come tutta
sabato 2 giugno 2007
l'ineffabile vantaggio
di acquistare qualche cd originale, come nel caso di questo che ho nel lettore adesso, è che aprendo la confezione, oltre all'odore di inchiostro e plastiche evolute, che già sballano, salta fuori anche un bigliettino con un indirizzo internet. E ci vado, e ci trovo "the mp3's download marathon". Evviva, tutto legale, e gratis. E una interessante fonte di conoscenza. Di nuovi somministratori di droghe auricolari.
Ah, Vice Records , grazie!
sabato 24 febbraio 2007
intervista
La telefonata era stata singhiozzante ed incomprensibile. Colpa di wind, aveva risposto il mio interlocutore quando gli avevo detto che lo sentivo a tratti e brandelli.
Però aveva pronunciato il nome di una buona conoscenza comune, grazie ho pensato, grazie a te che ti interessi alla promozione del sottoscritto.
Ci vediamo sabato, sai dov’è la palestra Corpo Stellare? Si , si la conosco avevo risposto io. Abbiamo una sigla cantata da Peppe Baldo e Maria La Venera, sai chi sono no? I famosi presentatori, capisci, ci lanciano loro.
A sentire quei nomi che puzzavano di cadavere anche attraverso il cellulare io mi ero insospettito, ma continuavo ad ascoltare. E di che ti occupi tu, ci possiamo dare del tu vero? Io sono Pino Petrilli, mi conosci, vado spesso in tivvù, vedo pochissima tele avevo risposto io, comunque è un talksciòv aveva continuato lui, ti vedranno un sacco di persone, ah mi dice ora il mio colega qui, ma tu de che te ocupi? Io? Io mi occupo di scrittura. Si ma che scrittura? Ho scritto un libro. L’hai scritto tu? Allora porta stò libro che gli facciamo publicità.
Sono andato all’appuntamento, in qualche modo bisogna promuoversi, che se no l’editore brontola, e magari si vende anche qualche copia in più.
Ah non l’avevo riconosciuto, lei è lo scrittore? Meglio che si è dimenticato che al telefono ci siamo dati del tu, ho pensato io vedendo il bravo presentatore con cui avrei registrato l’intervista.
Una mezza pazza si è avvicinata, tu sei l’amico di xxxxxx, si ho detto io, ah bravo io sono la moglie del tastierista (e che me ne frega del tastierista ho pensato io), guarda qua la scaletta, ti toccano tre minuti, sei il primo. Va bene, così me ne vado subito ho pensato io. Ho pensato pure intervista culturale in tre minuti, pillole euchessina di letteratura.
Senta, me le prepari lei tre-quattro domande, così non ci incasiniamo al momento dell’intervista, ha detto il bravo presentatore, non mi incasino mai ho detto chiaro e forte affinché mi sentisse, io ci lavoro, con la parola scritta e parlata, stia tranquillo.
Nel frattempo un tizio dal sesso indefinibile e con un pronunciato strabismo schizoide stava cercando di sistemare dei pannelli sullo sfondo, con il nome della trasmissione scritto sopra, ma nonostante chili di nastro adesivo, gridolini e buona volontà, i pannelli restavano storti.
Ad un certo punto il tizio dal sesso indefinibile ha decretato che era storto il cavalletto della telecamera, ed ha tentato di raddrizzarla, però si è preso il cazziatone dell’operatore, un masculazzo grosso come un tir, che vedeva messa in grave pericolo l’integrità dell’attrezzatura. Allora vado a provare, ha detto il tizio dal sesso indefinibile, e si è messo a cantare sulla base che aveva portato lui, una voce insospettabile mi sono detto io, ma le canzoni facevano schifo, o forse sono io che non ne capisco di musica asessuale mi sono detto.
Poi sono arrivati i bambini. Nella scaletta c’era anche l’esibizione di un gruppo di bambini praticanti un tranquillo sport per niente violento, il full-contact.
Il bravo presentatore ha indottrinato i bambini su come dovevano fare per essere telegenici, simetria ce vole simetria ha detto ai piccoli lottatori marziali, corpiteve tre vorte ciascuno e guardate in camera mentre lo fate. L’istruttore di full contact ha bestemmiato ed ha abbandonato la sala, non se n’è accorto nessuno, neanche i bambini, ai quali puzzavano inequivocabilmente i piedi.
E certo, uno sport che si fa a piedi nudi, poi se non te li lavi, quelli poveretti, puzzano.
Intanto io mi sono seduto, a guardarmi tutto il movimento della preparazione del circo, pardon del talksciovv, ed ho anche preparato le domande che volevo che il bravo presentatore mi facesse.
La mezza pazza ogni tanto veniva a controllare che fossi ancora lì e poi mi ha detto sta venendo la psicologa dello sport, la conosce, fa un sacco di tv pure lei. Con la mia solita faccia di merda le ho chiesto che marca di tv producesse la pissicologa dello sport, ma la mezza pazza non ha capito.
E’ entrata nella sala della palestra, dove tutti tranne me erano sudati per il gran daffare nel creare il niente, la pissicologa dello sport, e mi sono detto ma guarda pure qua viene a battere il palcoscenico questa qui. Siccome al bravo presentatore al vederla gli si sono accelerati tutti gli ormoni è subito andato a salutarla, e quando le ha chiesto che domande voleva che le facesse quella ha detto faccia tutte le domande che vuole, tanto io parlo di pissicologia applicata allo sport.
Poi lei gli ha detto con un sospiro pornografico che aveva tanta ma tanta voglia di fare televisione, e si è capito subito che il bravo presentatore aveva tanta ma tanta voglia di farsi quella che aveva tanta voglia di fare televisione, e infatti le ha detto cara appena finiamo la registrazione fermati pure che parliamo, anzi io parto domani che fai stasera a cena. Mi veniva troppo da ridere e così ho fatto finta di non avere sentito il loro colloquio erotico, ed ho risposto ad una bambina, figlia di non so chi, che mi stava chiedendo da mezzora di chi era il libro che avevo in mano. Il libro è mio le ho risposto, ma non c’è il nome scritto dentro e nemmeno che classe fai tu mi ha detto lei. Logica fulminante. Allora le ho spiegato che il libro lo avevo scritto io e quella senza scoraggiarsi mi ha tirato un altro calcio sotto la cintura dicendomi ma come lo hai scritto tu e i numeri sulle pagine e tutte queste parole scritte a stampatello ma che hai una penna speciale per scriverle e la copertina te l’ha fatta la maestra col collage e poi l’hai incollata tu?
Non ho avuto il coraggio di mentirle ancora e le ho detto, per farle mollare la presa, che il libro l’avevo comprato in libreria. E’ parsa tranquillizzarsi e se n’è andata da qualche altra parte.
Intanto la pissicologa dello sport si è venuta a sedere vicino a me e mi sono accorto che aveva le mutande bianche, e che forse quel brandello di jeans che aveva messo sopra era di qualche misura più piccolo del necessario, oppure era una minigonna ascellare. Forse la seconda, oltretutto guardandola meglio mentre anche lei mi chiedeva se il libro che avevo in mano l’avevo fatto io mi sono accorto che aveva una magliettina probabilmente rubata alla sorellina più piccola e le sue povere tette della quinta misura la stavano strappando per quanto ci stavano strette, nella t-shirt pediatrica nera. Si il libro l’ho scritto io e che genere di libro è ha detto lei, sono racconti brevi ho risposto, minchia bellissimo ha detto la pissicologa dello sport, non li sopporto i libri che si devono leggere tutti, del tuo libro se ne legge un racconto quando se ne ha voglia, stavo per dirle quando vai al bagno per fare la cacca ma mi sono trattenuto che se solo la poverina aveva qualche difficoltà se lo poteva leggere tutto e allora non l’avrebbe sopportato.
Forse pensava anche che facendomi vedere che le mutandine erano bianche le avrei regalato il libro che lo stava carezzando e rigirando da un pezzo ma io sono materialista e mi sono ripreso il libro oltretutto dovevo parlarne durante l’intervista del bravo presentatore che l’aveva invitata a cena.
Cominciamo cominciamo hanno detto tutti ad un certo punto, e il bravo presentatore ha provato alcuni movimenti per incontrare il bravo scrittore davanti all’occhio obiettivo della telecamera ma non ne funzionava nessuno allora gli ho detto all’orecchio senta lei si fa la sua introduzione dopo io mi alzo le vengo incontro ci salutiamo e ci andiamo a sedere lì a quel tavolino, mi pare più naturale che gliene sembra e lui ha detto bravo perfetto va bene facciamo così.
Ha svalangato cazzate a profusione durante la presentazione del programma che stava iniziando incartandosi sul fatto che alle nove della sera le casalinghe romane che vedevano quel determinato canale satellitare si sarebbero divertite un casino con la cultura e con lo sport e lo spettacolo, e il tastierista marito della mezza pazza gli ha gridato ahò pino ma che cazzo stai a ddì che alle nove di sera del sabato c’è la partita in diretta e non lo dire più care amiche che sono le nove di sera dici care amiche e basta. Al bravo presentatore gli si sono avvampate le orecchie, rifacciamola allora ha detto.
giovedì 4 gennaio 2007
the show
"noi americani avremmo gestito la cosa in maniera diversa". dichiarazione di oggi.
La "cosa" è l'impiccagione di un dittatore, anzi di un ex-dittatore, inerme e inutile, tanto valeva lasciarlo muffire in galera.
Noi americani, avremmo effettuato l'esecuzione al caesar's palace di las vegas, vendendo a ottimo prezzo le poltrone e le poltronissime di prima fila. Avremmo messo in piedi un concorso a premi "tu, boia", con lotteria annessa, avremmo impedito dilettantesche riprese con il cellulare dell'esecuzione. Innanzi tutto il personaggio principale avrebbe avuto una mise adatta all'occasione creata dal famoso stilista ralf laren , quando si va in scena bisogna essere glittering. Pay-tv e televisioni via cavo avrebbero assicurato a chi sta a casa la fantastica diretta assicurata da una batteria di 40 telecamere, di cui una piazzata proprio sopra la testa del personaggio principale, e avremmo fatto in modo che si potessero inserire una giusta quantità di spot durante l'agonia, e sulla corda avrebbero trovato posto i banner degli sponsor interessati al ghiottissimo evento.
E poi, telefonate in diretta agli esperti dopo, e lo special a pagamento "intervista al carnefice". Peccato, 'sti iracheni del cazzo non capiscono niente di business...