lunedì 11 giugno 2007

il mare regalava piccoli gruppi di onde stanche


La spiaggia, lunga, non mostrava tracce di passaggio umano. Niente orme affondate nella rena africana, niente ombrelloni piantati storti.

Dal parapetto sulla curva Antonio si sporgeva per capire se ci fosse ancora quel viottolo da capre per scendere sotto.

Il guard-rail era nuovo, installato da poche settimane, con una barriera più alta, per evitare ai pazzi che fossero arrivati lunghi alla curva di finire di sotto con tutta la macchina , rimbalzando tra i cespugli di ginestre e gli ogliastri abbarbicati sulle rocce sedimentarie.

Antonio si infilò in un punto in cui era stato lasciato un varco, trenta-quaranta centimetri, un uomo magro poteva passarci.

Il mare regalava piccoli gruppi di onde stanche, che schiumavano sulla battigia di sabbia rossiccia.

Forte l’odore di ginestra selvatica, “mi fa pensare all’estate” disse ad alta voce Antonio mentre scendeva, con passi laterali, lungo il sentiero sconnesso.

Ripido come un desiderio irraggiungibile.

Sassi e terra crocchiavano sotto le scarpe leggere, di tela, di Antonio, e rotolavano giù in frane indecise, fino alla spiaggia.

 

Stese il telo colorato, un fiore tropicale ne decorava la parte centrale , una macchia di catrame copriva parte del nome dello stilista che lo aveva disegnato.

Si spogliò, si distese, “tra un po’ mi faccio il bagno” disse Antonio, nessun altro rumore, oltre il quieto sussurrare dei ricordi, che quello della risacca, cristallino, uguale a sempre.

Il sole, in alto, scaldava il mare e la sabbia, e la schiena di Antonio.

“Ti riconoscerei tra mille” gli aveva detto una volta una ragazza guardandolo da dietro “per questa orsa maggiore che hai sulla scapola”.

Si ricordò che doveva spalmarsi la crema protettiva, fattore alto, per evitare che la costellazione di nei potesse decidere di cambiare umore.

Agitò il tubo di plastica morbida, poi fece scorrere un vermetto di pasta giallastra sulle dita, se la mise sulla schiena contorcendosi un po’, e poi passò il resto sul torace e sul viso.

Antonio si stese, poggiò la faccia sulla tovaglia, l’odore di talco dell’ammorbidente gli colpì le cellule olfattive.

Chiuse gli occhi.

 

“Antonio, Antonio”

“papà, papà, fammi nuotare”.

Antonio camminò con passi incerti sulla sabbia, “papà, scotta, scotta”, poi arrivò alla battigia.

“dai, tuffati, non è fredda” disse il padre di Antonio, e per dimostrazione si buttò grandi manate di acqua marina sulla pancia e sulla faccia, facendo strane smorfie.

La mamma, con grandi occhiali da sole cerchiati di celluloide ad effetto tartaruga, guardava verso l’orizzonte, immobile, bella come una mamma nel suo costume blu cobalto.

 

Antonio si alzò sui gomiti, “ho sognato, ho sognato” disse stropicciandosi gli occhi.

Si mise a sedere, guardò verso il mare che regalava piccoli gruppi di onde stanche, che schiumavano sulla battigia di sabbia rossiccia.

Orme di piccoli piedi andavano verso la riva, scomparendo dove la rena si scuriva, e il rossiccio diventava azzurro.

mercoledì 6 giugno 2007

squali, convegni e il citarsi addosso


 


Prima di uscire avevo fissato il prezzo di una macchina fotografica digitale che volevo acchiapare su ebay.  Venti minuti sono stato distante dal computer, e nel frattempo uno squalo si è fregato con un'offerta dell'ultimo secondo la digitale che pensavo di avere già in tasca. Fanculo allo squalo. Poi ho assistito allo spettacolo di Luna Rotta che ha perso di nuovo, seguendo pedissequamente l'altra barca; è ovvio che se non si rischia e non si hanno idee, e l'altra va più veloce, si perde! Insomma, ho visto il programma della manifestazione, ho deciso di andare. Ho arpionato l'assessore che con un largo sorriso aveva tentato di liquidarmi,  non gli ho spillato nè un si nè un no; dopo l'estate se ne riparla ha detto lui. Me l'aveva promesso, prima delle elezioni,  non demordo. Durante il convegno su un extravagante architetto palermitano degli anni 40-50 ho potuto ammirare il predetto assessore parlarsi e citarsi addosso elegantemente, è stato bravo a prendersi solo dieci minuti, altrimenti la platea, fatta di anzianotti e anzianotte, si sarebbe addormentata. Poi mi sono accorto che la giovane ricercatrice sulla quale avevo riposto la speranza di un intervento interessante ha tirato fuori dalla borsa dieci fogli A4 e si è messa a leggere con l'accento di un muezzin. Ho detto basta e me ne sono andato. Durante il tragitto motociclistico tra la sede del convegno (il mirabolante palazzo Steri, sede del Tribunale dell'Inquisizione prima e degli uffici dell'Università adesso) ho pensato che devo preparare una wishlist, tra poco faccio il compleanno. Saranno 47, così vi evito di chiederlo.

lunedì 4 giugno 2007

il mondo alla rovescia

 



 


Trecento individui, per i quali il calendario della storia deve essersi bloccato agli anni ottanta, protestano contro il carcere duro ai brigatisti; complimenti.


I ragazzi cinesi, intervistati all'anniversario (il diciottesimo!) dei fatti di piazza tien-an-men dichiarano che della politica non gliene frega niente, vogliono solo diventare ricchi.


La cosa più importante per la quale valga la pena spendersi è fare un video col telefonino e metterlo su you tube, e poi vedere quanti altri coglioni lo guardano o lo scaricano.


Un bambino di sedici anni si prende una pallottola in testa dopo avere rapinato una pizzeria dell'incasso: dieci euro.


Una volenterosa squadra di giovani dilettanti del pallone delle lontane isole di faroer ridicolizza una stupida squadra di straviziati strapagati strafatti pseudoprofessionisti. A parole e coi giornalisti ben a portata di taccuino.


L'opposizione continua a dire cosa non è il governo prodi invece di proporre qualcosa: minchia, non hanno niente da proporre, speriamo che non vadano di nuovo al governo, sarebbe il festival delle teste senza idee.


Il governo prodi continua a dire che deve smantellare tutte le cazzate fatte dal governo precedente; minchia, non hanno niente da proporre, io una cosettina gliela suggerirei, quella di diminuire il carico fiscale dei lavoratori dipendenti, che a loro non ci pensa nessuno.


Il quattro giugno in Sicilia ancora piove, questo sì che è un fatto grave.

sabato 2 giugno 2007

l'ineffabile vantaggio


 


di acquistare qualche cd originale, come nel caso di questo che ho nel lettore adesso, è che aprendo la confezione, oltre all'odore di inchiostro e plastiche evolute, che già sballano, salta fuori anche un bigliettino con un indirizzo internet. E ci vado, e ci trovo "the mp3's download marathon". Evviva, tutto legale, e gratis. E una interessante fonte di conoscenza. Di nuovi somministratori di droghe auricolari.


Ah, Vice Records , grazie!

giovedì 31 maggio 2007

taxi taxi

 


 Onestamente, i tassisti non mi fanno grande simpatia; sarà anche un mio difetto personale, ma la sensazione  è di essere permanentemente preso per il culo mentre utilizzo i loro servizi. E quindi quando i simpatici conduttori di autopubblica scioperano e fanno bordello contro il governo e contro i clienti, che restano comunque a piedi, mi fanno ancora meno simpatia. Tutti quelli che poi si sentono impunemente nel diritto insormontabile di vendere una licenza o una concessione, o di lasciarla in eredità, me ne fanno ancora meno. Invece di rompere i coglioni, che il mondo si deve modernizzare, pensino piuttosto a dotarsi di mezzi più puliti ed efficienti: non è ammissibile che ci siano cosiddetti taxisti che vanno ancora in giro con automobili di quindici anni fa tenute insieme dal fildiferro "va benissimo dottò, scusi il sedile sfonnato ma cò tutti sti ciccioni che prendo a bordo le molle hanno un pò ceduto". Non è ammissibile che la tariffa sia da concordare con la sibilla cumana piuttosto che col tassametro, e se c'è traffico "ahh la luna nera", non si sa quanto si spenderà. Uffa, ora i tassisti mi tratteranno ancora peggio.

sabato 26 maggio 2007

autopromozione - 1


vorrei scalare le classifiche.


Acquistabile online o in libreria.


navarra editore, marsala (tp)


 

martedì 22 maggio 2007

il politico che voterei


dovrebbe avere un programma del genere (votantonio! votantonio!)


1.      droga libera, regalata nei supermercati e nelle tabaccherie, così mafia e camorra andranno al fallimento.

2.      sbarramento del 5% per i partiti in parlamento, così si eviteranno le maggioranze risicate e i bilancini elettorali.

3.      gli extracomunitari e i rom che delinquono vanno immediatamente rispediti al mittente. Immediatamente.

4.      galera e lavoro forzato garantiti per chi sgarra, senza raccomandazioni.

5.      a chi lascia l’auto in doppia fila ed è recidivo più di tre volte, verrà consentito di assistere alla eliminazione dell’auto mediante pressatura.

6.      divieto di candidatura a qualsiasi pregiudicato

7.      età massima del presidente del consiglio: 50 anni

8.      età di abbandono obbligatorio della politica: 65 anni ( e dopo che si godano la pensione)

9.      abolizione delle auto blu per tutti gli ex, i vice, i sotto e i quasi.

10. costruzione di nuove case popolari, e obbligo di affitto per i titolari di case sfitte.

11. pedonalizzazione di tutti i centri storici.

12. famiglia uguale libera per tutti; unico vincolo l’amore e il progetto.

13. obbligo per la chiesa di restituire allo stato e ai poveri tutti gli appartementi (22% del parco immobiliare italiano, e non pagano neanche l'ICI) rastrellati nel corso dei secoli

14. divieto di lasciare eredità alla chiesa.

15. creazione del ministero del libro, del cinema e del divertimento, e riduzione del numero degli altri.

16. dismissione di tutte le armi di distruzione di massa.

17. che cazzo ce ne frega del partito democratico?

18. divieto per i politici di comparire nei telegiornali, soprattutto quelli in coincidenza delle ore dei pasti.

19: politica dei salari, politica degli asili nido, politica degli hospice per assicurare una degna uscita di scena agli anziani.


la lista si può allungare, si attendono contributi.