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mercoledì 19 luglio 2006

ne vogliamo parlare ancora?


 


 


Immaginate di avere un posto di lavoro pubblico, non so, bidello, primario ospedaliero, infermiere della usl, operaio dell'anas. Immaginate che ad un certo punto vi scocciate di stò lavoro e vi vendete il posto: non so, un posto di primario di neuropsichiatria per trecentomila euro, oppure il posto di operaio dell'anas per centomila. Oppure volete andare in pensione e chiamate il primogenito (di solito si chiama Isacco) e gli dite " Isacco, figlio mio, adesso vado in pensione ma non ti preoccupare che ti lascio il mio posto".


Sentite già le sirene delle ambulanze? la camicia di forza è già pronta? "c'è un equivoco" vi mettete a gridare, "mio cugino il tassista si è venduto la licenza comunale per duecentomila euro IN NERO e io mi voglio vendere il posto di primario". Vi stanno incannulando la vena con un litro di fisiologica e valium? Allora rincarate la dose "mio fratello il farmacista si è venduto la farmacia ottenuta con pubblico concorso al figlio per cento euro, il restante milione di euro è andato via in nero".


Beh ditemi in che manicomio vi hanno portato, che ci vengo pure io: in questo paese è pazzesco che farmacisti, tabaccai e taxisti possano vendersi il posto di lavoro e gli altri no. Lobbismo? Ah si grazie, non mi veniva la parola, grazie onorevoli della maggioranza e dell'opposizione...