martedì 4 ottobre 2005

salire e scendere dal Monte Pellegrino



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Ultimamente ho deciso di perdere peso, di dimagrire insomma. Molto spesso, negli ultimi mesi, ho preso questa decisione; prima però si è messa di mezzo la Pasqua, e lo stillicidio di feste e festini che la seguono, poi è arrivata l’estate.


L’estate, con i suoi riti e le sue cerimonie accelerate.


Sarà che sto invecchiando, ma con gli amici con i quali ci si vede solo in spiaggia,   perché durante l’anno loro vivono lontani o per qualche motivo sono troppo impegnati, insomma va a finire che ogni scusa è buona per organizzare un pranzo o una cena : il mese di agosto è stato un rallye enogastronomico dal quale sono uscito pesantemente segnato.


Quindi, tornato in città, ho nuovamente deciso di dimagrire. Mi sono un po’ messo a dieta, solo un poco però, senza privazioni da campo di sterminio, ed ho rimesso a posto la bicicletta da corsa, che necessitava di qualche intervento di manutenzione: in palestra non mi sono iscritto, i miei istruttori preferiti sono emigrati in un nuovo centro ipermoderno ma tragicamente lontano da casa mia, ed io che per anni sono andato in palestra a piedi, adesso faccio fatica a pensare di dover prendere la macchina o la moto, ma questa è un’altra storia.


Ho cominciato ad uscire il pomeriggio, tanto fa ancora buio abbastanza tardi, alla fine del lavoro (ho un orario molto flessibile, sono un dipendente esterno, e questo ha i suoi vantaggi), facendo prima dei giri in pianura, poi cimentandomi con la montagna che sovrasta Palermo.


Che in fondo è orograficamente una montagna  solo per poche decine di metri, altrimenti sarebbe un colle, ma la strada che si inerpica, circa dieci chilometri, è decisamente ripida.


La pista che porta alla cima del Monte Pellegrino, dove si trova anche il santuario della Patrona della città,

la famosissima Santuzza ,  Santa Rosalia, si presta ad usi diversi a seconda della stagione, dell’orario, delle intenzioni di chi la percorre.


Può essere scalata a piedi, magari scalzi, per sciogliere il voto fatto alla Santuzza, fermandosi ogni tanto per sbucciare qualche ficodindia strappato alle enormi piante che costeggiano tutta la carreggiata, oppure in automobile, per verificarne la tenuta di strada e lo scatto in montagna, o in moto, o in bicicletta per testare la propria efficienza motoria, come faccio io.


Comunque è una strada che non collega due punti della città: si sale per andare al santuario, o per godere della vista, o per altro.


C’è da dire che lungo i quasi dieci chilometri di percorso si trovano numerose piazzole e traverse cieche che sono adeguatamente sfruttate dalle coppiette in cerca di intimità.


La solita commistione tipicamente meridionale tra sacro e profana carnalità dirà qualcuno, e credo che abbia ragione.


Mi succede, mentre sto arrancando sui pedali spingendo un rapporto duro, duro per me che sono in soprappeso ovviamente, dicevo che mi succede di guardare, per i pochi secondi in cui le incrocio, le coppie dentro gli abitacoli delle auto che salgono o scendono, e di sorprendermi a pensare quanto siano disomogenee, lui così vecchio e lei cosi giovane; è probabile che si tratti di padre e figlia che sono andati a pregare, ma il mio spirito guardone gli affibbia l’etichetta di amanti che hanno appena finito di copulare.


Oppure di pensare che in quella cabriolet accostata al guard-rail, dove lui sta scrutando l’infinito con occhi semichiusi, lei sia ripiegata, intenta ad eseguire una amorevole fellatio.


Comunque la cosa migliore da guardare, per evitare di controllare sempre il trip computer della bici e scoprire che nell’ultimo minuto ho percorso solo cento metri, è il panorama.


Dopo pochi tornanti la città si offre tutta, con la sua forma a clessidra, da un lato il porto, il Cassaro e tutti i quartieri che si affacciano sul golfo di Palermo, dall’altro, dopo la strozzatura della Favorita e la piana dei Colli, l’ampolla sabbiosa di Mondello, chiusa dalla mole severa di Capo Gallo e dell’Addaura dall’altra parte.


Ci sono sempre attraccate alle banchine navi enormi con fantasiosi fumaioli colorati, che eruttano sulla terraferma turisti da crociera con gli occhi ancora incispati dal sonno, gonfi di cibo e bevande che obbligatoriamente vengono consumate durante la navigazione, ché se non mangi viene il Capitano e ti scruta come se fossi un sovversivo, o un terrorista: il principale divertimento di questo tipo di viaggio è mangiare a tutte le ore, a ciclo continuo, come in un allevamento industriale.


Quando si vede la spiaggia di Mondello, col suo golfo che sfuma le diverse tonalità dell’azzurro prima e del blu dopo, significa che sono arrivato in cima, che la faticaccia è finita e che posso controllare il cronometro per scoprire se ho impiegato meno tempo della volta precedente, e complimentarmi da solo.


Stappo la bottiglia di integratore salino che mi sono portato appresso, aspetto che le pulsazioni riprendano un ritmo regolare, e mi accosto al muretto per guardare giù.


Contemplando il litorale dorato mi viene il desiderio di fare un tuffo, e contemporaneamente penso a mio padre, la cui assenza quest’anno in spiaggia è stata evidente: la spiaggia di Santa Maria non è la stessa senza di lui, “eh si vede che manca papà” mi dicevano i conoscenti dopo che qualcuno li aveva informati che lui se n’era andato in silenzio in una stellata e crudele notte di febbraio.


“già, si vede che manca, te lo ricordi, siamo stati i primi a piantare un ombrellone su questo arenile”.


Sto divagando, mentre in discesa dovrò stare attento a frenare con decisione, la pendenza è forte e si raggiungono velocità impensabili per un mezzo a trazione umana.


Mentre la strada si riavvicina alla pianura si attraversano anche un paio di gallerie non illuminate, scavate nella roccia viva che, quando i costumi sessuali erano più rigidi, e portarsi la fidanzata a casa per certe pratiche era severamente proibito, erano piene di utilitarie parcheggiate a destra e sinistra con i vetri ricoperti dai giornali, e la puzza di sperma rancido e il cigolio delle sospensioni delle macchinette che si muovevano al ritmo dei lombi dei passeggeri non lasciavano nulla all’immaginazione.


Ricordo che una volta, mentre attraversavamo questi luoghi viscidi in auto con i miei genitori, ebbi a chiedere a mia madre, di ritorno da una funzione religiosa al santuario, (ero piccolo, uno stupido scolaro di scuola elementare) “mamma perché queste macchine sono qui al buio con i vetri coperti?”, e lei con un guizzo di fantasia istantaneamente rispose “sono operai che sono stanchi del lavoro, non possono tornare a casa e vengono qui a dormire al buio”. Per molti anni la spiegazione  fu sufficiente, adesso appartarsi dentro questi tunnel bui  e umidi non si usa più, sia per il pericolo di essere assaliti da malintenzionati, sia perché ci sono posti più comodi.


Prima di ritornare al livello del mare, dentro il viale che corre nel parco della Favorita, e riaffrontare un chilometro di salita leggera, si passa davanti ad un filotto di ville abusive in stile Hollywood dei poveri; alcune non sono state completate, forse per il tempestivo ed improbabile intervento dei Vigili Urbani, forse per l’esaurimento delle finanze, spesso illecite, di chi le stava costruendo, e sembrano scheletri di balene adagiate sul calcare grigio della montagna.


Oggi un pallone evaso dal cancello di una di queste ville mi ha tagliato la strada, ed ha preso velocità lungo la discesa, subito dopo un bambino abbigliato come un piccolo calciatore è sbucato da un cancello, e vedendo il super santos che accelerava verso l’ignoto si è messo le mani nei capelli: ho mollato i freni e raggiunto la sfera rotolante, facendola fermare poi contro la ruota anteriore, opportunamente sterzata. Nel frattempo è arrivato il ragazzino, il cui sguardo si è riempito di gratitudine, ha ripreso la palla  di gomma rossa ed è scappato via: mi sono sentito autore di una ottima buona azione .


Poi mi sono ricordato che se volevo, facevo ancora in tempo per vedere la partita di calcio in televisione ed ho ripreso a scendere per tornare a casa, smoviolando pensieri vari( a papà non piaceva il calcio       e mi faceva rabbia non potere vedere le poche partite che negli anni sessanta-settanta venivano trasmesse alla televisione, ma anche se non mi facevi tifare davanti al vecchio Brionvega mi manchi lo stesso papà) .


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

venerdì 30 settembre 2005

nuovo palinsesto


Nuovo palinsesto di canale verità

 




 



Ore 6,30 Honda verde: in giro per tangenziali e autostrade a caccia di cantieri non segnalati, bivacchi di prostitute e i più divertenti incidenti stradali mortali.


Ore 7,00 Telegiornale: conduce in studio Pinocchio


Ore 8,00 Cocaina di mattina: telecamera nascosta nei bagni degli uffici a caccia della pista migliore.


Ore 8,30 tv dei ragazzi -    il piccolo chimico del terrore


-         esercizi di sabotaggio scolastico


-         scegli la tua vittima, prove strategiche di bullismo


-         top ten spacciatori


-         asta online di microtrasmittenti per copiare al meglio

 



ore 9,30  telefilm: il commissario Sex. Il pornocane impegnato a fare ciò che fa meglio, indagini in doggy style.

 



Ore 10,30  telefilm: l’ispettore Dick, un superdotato a caccia di grandi casini .


Ore 11,00   grande piazza dei Mercati: il vostro insider trader preferito vi guida nella jungla del mercato borsistico, segnalandovi le migliori pessime azioni, i più puzzolenti titoli spazzatura, come perdere i propri risparmi e quelli dei parenti nel minor tempo possibile, in studio Calisto Tanzi.


Ore 12,00  la prova del boia: in collegamento satellitare con le città sedi di forche, ghigliottine, sedie elettriche e plotoni di esecuzione, le più divertenti esecuzioni capitali raccontate in diretta da Alessandro Baricco, Susanna Tamaro e Simona Ventura, tra il pubblico in studio roulette russa e il simpatico concorso trova la siringa avvelenata.


Ore 13,00 telegiornale veterinario: conduce in studio Emilio Fido.


Ore 14,00  teleshopping: belle pistole, stupefacenti stupefacenti, lavatrici per coscienze sporche.


Ore 14,30  facciamoci i cazzi vostri: telecamere nelle case degli italiani, cazzi e scazzi raccontati da Maria de Filippi, con la troupe dei ballerini castrati.


Ore 16,30 Art Attack: come rubare al Louvre, come devastare le fontane di Roma, come far cadere la torre di Pisa in dieci semplici mosse, trova la facciata rinfrescata da graffitare.


Ore 17,30 disastri aerei sul mare di Sicilia, trasmissione di viaggi estremi e divertimento assicurato, sponsorizzato dalla dalla Sai.


Ore 18,15  sport, oggi lancio del feto nel cassonetto, corse clandestine di cavalli drogati al raccordo anulare, caccia e pesca di frodo nelle più belle riserve naturali nazionali e internazionali.


Ore 19,00 reality showw: venga a prendere un caffè da noi: Giuliano Ferrara prepara un irresistibile caffè per i suoi ospiti in studio: scommetti in diretta chi berrà quello col topicida.


Ore 20,00  telegiornale della Sara: conduce   Sara.


Ore 21,00  chi gliel’ha visto? Galleria fotografica con interviste ai possessori dei falli più originali del mondo, con misurazioni e prestazioni a concorso, lo presenta Merolone.


Ore 22,00 scienza e coscienza: la Piovra 43, calamaro fritto, seppie alla livornese.


Ore 23,00  torta a torta: tira la tua in faccia a Bruno Vespa e ai suoi simpatici ospiti involontari.


Ore 24,00  i programmi della notte, canali tematici, sonniferi e incubi a cura di Marzullo, selezione di porno vintage a cura di Cicciolina, documentari anatomici del dott. Mengele a cura di Bruno e Angela.



 



Buona visione!



 


mercoledì 28 settembre 2005

binladen e i blues brothers


Puntualmente è arrivata la rivendicazione; gli uragani che hanno causato morte e distruzione a New Orleans, definita nel comunicato “città del peccato”, sono stati inviati da Allah su precise istruzioni della dirigenza di Al Qaeda.


Probabilmente il giorno che atterreranno i marziani in America, che tutto succede lì, di solito, l’ineffabile sceicco Bin Laden sosterrà che sono venuti in missione per conto di dio. Pensandoci bene, questa l’aveva già detta John Belushi.


 

lunedì 26 settembre 2005

abecedario contemporaneo


A come aerei (che precipitano); quest’estate un bell’assortimento di disastri aerei, la cui causa era una sola, l’approssimazione e il tentativo di risparmiare (per poi lucrare) anche dove non si può assolutamente risparmiare, come nel caso dell’indicatore di livello carburante della fiat 127 montato sull’atr caduto ad agosto vicino l’aeroporto di Palermo.


B come Berlusconi, poveretto, lo faranno santo: lui non solo l’ha fatto per noi, ma tiene a precisare che fa un grosso grosso grosso sacrificio a continuare. Certo, chi glielo fa fare? Le leggi ad personam se le è fatte tutte, adesso che deve pensare all’Italia non ha più voglia, che ci pensino i comunisti a finire di distruggerla, nei prossimi cinque anni. Senza dimenticare bush, blair e  bin laden…vuoi vedere che la lettera del male è proprio la b?


C come cocaina, la panacea di tutti i mali interiori. Sei timido? Una bella sniffata e sarai più espansivo di un telepredicatore. Sei depresso? Una bella sniffata e ti sentirai un semidio. Vuoi trasgredire? Tira una pista bianca e berrai come una scimmia, scoperai come un pornodivo, farai tutto quello che la tua coscienza repressa normalmente ti impedisce. Dove si trova? Ma  a casa degli amici, che ovviamente ti regalano la start-dose.


D come deontologia professionale, ah non va più di moda e non me ne ero accorto?


E come elezioni, grande giro di consultazioni in tutta europa; tutti vincono e nessuno perde, tranne poi andare a vedere che il numero dei votanti scende sempre di più: a quando le votazioni telefoniche come per i concorsi televisivi?


F come farmaci generici: purtroppo, e lo sanno tutti, non tutte le ciambelle riescono col buco, per cui non basta l’equivalenza farmacologia per ottenere lo stesso effetto farmacologico. Senza trascurare l’effetto placebo…eh quella pillola arancione sì che funzionava, ora che è bianca non funziona più!


G come guerra. Tranquilli, non mancherà mai di arricchire i telegiornali: è insita nella natura dell’uomo, da quando ha smesso di combattere per il controllo dell’harem e del territorio di caccia. O forse non ha mai smesso di farlo.


H come hurricane, sempre più devastanti grazie al fatto che qualcuno ha prima inventato il protocollo di Kyoto sul controllo dell’effetto serra, e poi, adducendo come scusa che lo sviluppo economico se ne fotte di un grado di temperatura del pianeta in più, si è rifiutato di osservarlo: gli uragani basso, caro Bush.


I come Immobiliaristi, personcine tanto per bene che hanno un sacco di soldi e non sanno che farsene, e per ingannare il tempo tentano di condizionare l’economia nazionale, ma avendo il vezzo di straparlare al cellulare finisce che inguaiano l’imperatore della Banca d’Italia, che essendo eletto per volere divino cesserà il suo mandato solo quando scenderà all’inferno, posto assicurato nonostante l’assidua frequentazione di parrocchie e sacrestie.


L come Lampedusa, la meta turistica più gettonata dai viaggiatori del nordafrica. O no?


M come mamma assassina; la donna è sovraccaricata di responsabilità, oltre che dover essere una impeccabile manager sul lavoro, una specialista in economia domestica a casa, una collega di Moana a letto, deve anche produrre figli perfetti, seriali e bellissimi, che contribuiranno ad arricchire dentisti, produttori di alta moda pediatrica, spacciatori di servizi aggiuntivi per l’infanzia.


Che poi qualcuna di loro, schiacciata da tutte queste incombenze, smarrisca il lume della ragione, mi pare normale; ma nella pubblicità le mamme sono tutte sexy, efficienti e sorridenti, vietato diversificarsi .


N come nascere che è facile dove è difficile vivere, mentre è difficilissimo dove vivere è facile.Cambiamo le regole del gioco? Nel senso di abolire il difficile.


O come ottimismo, che spinge i consumi e aiuta tutti a spendere, senza pensarci troppo; ma come si fa ad essere ottimisti quando il ministro dell’economia è di nuovo quel dispettoso di Giulietto, quello che se l’avessi avuto come compagno di classe avrei chiesto di cambiare corso…


P come pantaloni a vita bassa: oppure completamente abbassati per mostrare le mutande. Non è una forma di contestazione, solo l’esempio di come sa essere di pessimo gusto il popolo italiano, che all’estero questa usanza bizzarra è già scomparsa.


Q come quadrare i conti. Non ci riesce più nessuno, neanche io, tantochè ho deciso che i miei conti devono circolare, non quadrare.

 




R come Ratzinger, uno che, ammetto, non mi piace poi tanto. Quello che soprattutto mi ha convinto di meno è stata la sua elezione lampo. Altro che lungo conclave, i cardinali hanno molto da fare, meglio sbrigare velocemente queste pratiche terrene.


S come stronzi, di cane generalmente; I municipi, invece di tendere agguati con gli autovelox su vialoni dove non è peccato andare a 70 invece che a 50, potrebbero incassare molto di più sguizagliando mute di vigili urbani per multare tutti quei cittadini che abbandonano distrattamente le feci del loro fido sul marciapiedi. E spenderebbero molto meno in campagne di bonifica ad hoc.


T come telefonino; ormai il loro numero ha superato quello degli abitanti, ne vengono immessi sul mercato sempre più sofisticati e complicati. I produttori fanno bene attenzione a non renderli veramente utili: ci vorrebbe veramente poco a integrarli con i sistemi di archiviazione dati e musica, invece di aggiungere funzionalità video per le quali ci vuole una perversa fantasia.


U come università. Ma ho sbagliato lettera, doveva andare alla n di nepotismo, alla r di raccomandati, alla i di inefficienza, alla p di parcheggio post-diploma…


V come speranza di Vita: per le donne italiane, campionesse d’Europa, ha raggiunto i 90 anni. Menomale che i mariti crepano prima


W come Woityla: morto un papa se ne fa un altro, e viene fuori che quello vecchio era troppo tradizionalista, troppo retrogrado, troppo arroccato su posizioni dogmatiche. A dirlo sono gli stessi, ne sono certo, che pronunceranno gli stessi argomenti al prossimo cambio della guardia in Vaticano.


X come xenofobia: i cultori dell’argomento vanno sempre più aumentando, anche se c’è da dire gli islamici non è che facciano molto per smentirli.


Y come yeti ; finora è l’unico che è riuscito a conservare

la privacy. Infatti non usa telefonino, non va al bar per l’aperitivo e dove gira lui è sempre da solo, e credo che se la passi meglio.


Z come zero: tasso zero, interessi zero, pensieri zero: matematici giri di parole per convincere i cittadini ad indebitarsi sempre di più, in modo da restare per sempre, eredi compresi, ostaggio di banche e finanziarie.



 




 



 

venerdì 23 settembre 2005

lo gnomo e la gnoma



Lo gnomo e la gnoma sono marito e moglie; si amano, se odiarsi a morte vuol dire amarsi.
Sono entrambi più brutti della Morte, bruttissima per chi ne ha paura ed anche per chi non ne ha.
Lo Gnomo non è alto ma neanche esattamente basso; è un cumulo di rotondità, rotondi gli occhi porcini, perfettamente circolari e frontali le nere narici, rotonde le orecchie da topo troppo cresciuto, sferica la pancia prominente. Potrebbe mettersi a ruzzolare se preso a calci lungo un pendio, così come potrebbe frantumarvi tutte le ossa con il suo sguardo malefico.
La Gnoma assomiglia in pieno alla ramazza dello scopino municipale; è alta ed ossuta, tale e quale il manico della scopa, ed i capelli di rame intrecciato latrano la loro sporcizia ai quattro venti; appoggiata a testa sotto i suoi capelli non si ammaccherebbero minimamente, anzi graffierebbero irreparabilmente qualunque superfice con cui dovessero malauguratamente venire a contatto.
Perciò non vi venga mai in mente di pettinare la Gnoma: potrebbe strapparvi le budella dagli occhi ed impiastricciarsele nella sua immonda criniera, come uno sconcio toupet.
Lo Gnomo e la Gnoma camminano sempre insieme, ma credo che in realtà sia l’orizzonte ad allontanarsi da loro, e l’asfalto diventa subito rovente dove poggiano le loro lunghe scarpe, nere come la solitudine del becchino.
Lo Gnomo da piccolo, ammesso che sia mai stato piccolo, impiccava i cani ed i gatti, perché lo sfuggivano come l’acqua sfugge il deserto, picchiava selvaggiamente gli altri bambini, perchè non aveva fratelli; in realtà è difficile credere che sia stato partorito da un qualsiasi essere umano, inquantocchè qualsiasi madre sarebbe morta istantaneamente per la vergogna di aver messo al mondo tale repellente creatura, e qualsiasi bambino avrebbe preferito restare chiuso al buio in compagnia di tutti i fantasmi piuttosto che ammettere che lo Gnomo era suo fratello.
Quando nacque la Gnoma, sembra che fosse di Giugno, caddero tutte le foglie dagli alberi, ed i rocchetti di cotone della intera regione si avvilupparono indistricabilmente; la terra aveva vergogna di aver generato la Gnoma, dai capelli di rame intrecciato.
Anche l’aria sembra ritrarsi quando passano lo Gnomo e la Gnoma, ed istantaneamente dopo il loro passaggio si scatenano turbini di vento, perchè il cielo vuole lavare ogni traccia del loro ferale passaggio, e grandina a mucchi.
Infatti sembra che siano seminatori di morte: sembra anche che la tengano nascosta dentro piccoli zaini, e che ogni tanto si fermino in mezzo alle più belle campagne e traggano fuori da quegli orribili contenitori alcuni semi, mescolando insieme quelli della morte, della discordia, dell’odio, della miseria.
Non mangiano nulla, lo Gnomo e la Gnoma hanno la capacità di risucchiare lo spirito degli esseri viventi e di saziarsene solo quando le lacrime delle popolazioni colpite fanno tracimare i laghi e straripare i fiumi della regione; digeriscono il loro pasto stando impiedi, vicino ad un qualsiasi bosco, e qualche raro testimone oculare li ha visti crescere fino a sfiorare le nuvole, e subito dopo rimpicciolirsi alla misura delle formiche.
Ma anche ridotti alla dimensione delle pulci sono in grado di arrestare un treno merci e ridurlo in piccoli frammenti triturati.
Non si sa da dove vengono, nè dove vanno, nè ciò che faranno, perchè non hanno parlato mai con nessuno, e quindi la gente non sa se siano in grado di parlare l’idioma dei comuni mortali.
Lo Gnomo e la Gnoma sono nel mio cassetto, delicatamente avvolti in un panno di velluto rosso, e quando sono stanco di troppa felicità ed ubriaco di troppa dolcezza li scateno sulla faccia della terra a compiere stragi che siano capaci di rattristarmi un po': non c’è proprio nulla di male, mi annoio a dismisura, qui in Paradiso.


martedì 20 settembre 2005

Prima Serata






Tentato omicidio, ferita da armi da fuoco, incidente stradale, annegamento, tossicodipendenza, spaccio di droga, disturbi della personalità, alcoolismo, morte in culla, cremazione, separazione, fuga dalle responsabilità, omosessualità, prostituzione minorile, ferite di guerra, propaganda filorepubblicana, paura del domani, eutanasia, sangue, sangue, sangue…non è l’ultimo film di Tarantino,  è ricominciato E.R.. medici in prima serata…

sabato 17 settembre 2005

blog acronimi

succede che mentre sono imbozzolato nella passat , lanciato lungo le desertiche autostrade siciliane, e il telefono sta buono, mi entrano alcune parole in loop, e succede che provo a snocciolarne gli acronimi: stavolta ho provato ad associare  a qualche persona vera o finta un acronimo collegato. La parola di oggi è BLOG.


mandatemi anche i vostri, o ditemi quale preferite.


imperatore Fazio: Bancario Ladro Ora Galera.


Harry Potter: Bollisco Lucertole Oppure Gechi?


un vivisezionista: Beagle Legati Orribilmente Gemono.


a Barcelona: Beviamo Litri Orxata Gelata.


un libraio: Bel Libro Origami Giapponesi.


oculista toscano: Bischero Leva Occhiali, Guarda!


regista porno: Bella Lecca Organo Genitale


la mamma: Bruno Lavati Ogni Giorno.


regista porno2 : Bagascia Lurida Ora Grattami!


idraulico: Brutto Liquido Ottura Gabinetti.


farmacista: Blando Lassativo, Ottanta Gocce


Ciampi...: Berlusconi, Latitante, Ora Governa!