Vox clamans in deserto. Scrittore in pausa, fotografo consumatore ossessivo di Sd Card, ascoltatore di tanta musica, brontolatore professionista.
sabato 6 ottobre 2012
martedì 2 ottobre 2012
The second law
Una mia nuova recensione su audio-activity.com
qui http://www.audio-activity.com/the-2nd-law.html
lunedì 1 ottobre 2012
Ultimo viaggio
Andavo a casa sua, una grande casa in paese piena di stanze, di porte, di silenzi e di segreti che in estate si animava di persone e bambini e rumori. Portavo con me il registratore a cassette e col microfono registravo i dischi di De Andare', in religioso silenzio. E osservavo curioso un armadillo impagliato che era vietato toccare. E qualche volta la fedele Rosa mi faceva vedere i gattuffi, o mi faceva assaggiare dolci ancestrali, la cui ricetta veniva tramandata esclusivamente a voce. Adieu, Maria Cristina, che ti sia leggero quest'ultimo viaggio.
sabato 29 settembre 2012
Quattro astoria
Curriculum per il preside quattro a storia
So fare poco e niente
Ma quel niente
Lo faccio perfettamente
Oziando mollemente
Sulla poltrona di pelle
Mangiando ciambelle
giovedì 20 settembre 2012
E'stato il figlio, no...e'stato il regista
Che parlandone con amici, ci siamo detti: perche' questo film e'piaciuto pure all'estero? Perche' le periferie degradate non sono solo a Palermo, luogo dove e'ambientato il romanzo di Roberto Alaimo. E neppure può essere un ragionevole pretesto il fatto che la storia raccontata nell'omonimo libro sia una storia vera: in qualunque paese del mondo dare troppi soldi a chi non ne ha mai avuti abbastanza neanche per mangiare produce notoriamente effetti aberranti.
Tuttavia, a me ed agli amici il film di Cipri'non e'piaciuto. Intanto si riconosce la scuola di Cinico TV nel metodico sistema di cercare e trovare maschere per tutti i personaggi, che finiscono per essere dei tragici freaks. Poi la presenza incombente dei simboli, che pero' non sono criptici, da decifrare alla fine del film. E'chiaro da subito che la morte, impersonata da un tizio immobile vestito di nero, e'presente e colpira'diverse volte nel corso del film, che poi sarebbe innaturale immaginarsi un film ambientato a Palermo dove la morte non abbia la sua parte. Potrei continuare ma mi fermo qui, un film che non e' un cattivo film, ma un film cattivo, e si esce dal cinema incazzati negativamente.
[e'stato il figlio]
domenica 9 settembre 2012
venerdì 8 giugno 2012
una fazza una razza, ma con distinguo
Una fazza, una razza (per non parlare della palla, notoriamente tonda e quindi pazza).
Dopo la nausea da calcio italiota, così prevedibilmente truffaldino, mi sono detto: "cominciano i campionati europei, magari si vede qualche partita interessante".
I ricchi padroni di casa, i polacchi dall'alto pil, spadroneggiano appunto, e vanno in vantaggio tramite un biondo che pare appena scappato dalla vicina Germania, tanto pare tedesco appunto. I greci verranno strapazzati come merita la squadra di un paese morto di fame, come noi, penso io. Poi ci si mette pure quel portoghese dell'arbitro, a cui volentieri posso suggerire un mio amico oculista, gratis lo faccio visitare, che prima ammonisce e poi espelle un marcantonio greco con due cartellini gialli assolutamente inventati. I greci sono finiti, ho pensato. Previsione errata, erratissima. Infatti gli dei dell'Olimpo, che si erano appennicati, mandano Mercurio in campo, quello ispira la frombola di un ellenico che pareggia, incredibile, non ci sperava più nessuno. Poi, l'arbitro concede un rigore sacrosanto alla Grecia, il capitano (che becca un cartellino giallo a partita, è un pò nervoso raccontano i telecronisti) va sul dischetto, e a questo punto gli dei dell'Olimpo dovevano essere al quinto o sesto calice di ambrosia e si dimenticano di mandare Minerva a regolare il piede del calciatore greco. Che si mangia il rigore. A questo punto i polacchi potrebbero provare a vincere ma non ce la fanno, e i greci potrebbero provare a perdere ma si salvano, alla faccia dello spread e del debito pubblico. Finisce uno a uno: la cosa più bella della partita però è la faccia dell'allenatore brasiliano dei greci, uno che pare pensare, ad ogni castroneria che combinano i suoi ragazzi "ma chi me l'ha fatto fare a me di andare fino ad Atene quando potevo godermi una meritata pensione a Copacabana". E di una fazza una razza resta la sensazione che i greci siano più cazzuti degli italianini, che tanto hanno tutte le scuse pronte, un elenco che verrà sciorinato dopo la prima partita che sarà, come temo un cappotto: il fatto è che in estate il cappotto non serve.
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