E ora siamo ad ottobre. Siamo, quelli che ci siamo, perchè qualcuno si è perso, o non ce l'ha fatta. Ad uno ero particolarmente affezionato anche se non gliel'ho mai detto. La sua fotografia, dove ha una faccia seria, che sembra essere uscita dagli anni '80 (quando ci siamo conosciuti) è ancora su Facebook, chissà quanto tempo ancora ci resterà, non credo che Mark abbia inventato un sistema per seppellire gli account insieme ai titolari, quando questi non ci sono più.
E cosa c'è di nuovo: che verranno pubblicati due libri nuovi, uno di fotografie (si intitola Sicilia 1.0, le foto ed i testi sono opera mia) ed uno quasi nuovo di racconti, che si chiama Todo Mundo II. Quasi nuovo, alcuni presi da altri libri, alcuni rieditati, alcuni che non erano mai stati pubblicati.
E poi. E poi ricomincio a scrivere qui. Promessa. Forse.
Vox clamans in deserto. Scrittore in pausa, fotografo consumatore ossessivo di Sd Card, ascoltatore di tanta musica, brontolatore professionista.
domenica 9 ottobre 2016
venerdì 8 gennaio 2016
Checco si, Checco no, Checco forse.
Ierisera siamo andati a vedere Quo Vado, film di Zalone, (spinto e pompato da tutti i media perchè prodotto dal gruppo Mediaset, che si sa, ha facile accesso a giornali e telegiornali). I miei figli, cinefili raffinati che sorbiscono pellicole al ritmo di un paio al giorno (ma solo se sono in lingua originale con sottotitoli in cinese antico), mi hanno detto "fa ridere, andate a vederlo" e così abbiamo fatto.
Il cinema era pieno di gente, soprattutto ragazzini e gente qualunque, con quintali di popcorn e patatine. La storia ovviamente è semplice e di facile comprensione, narrando di un italiota talmente attaccato al posto fisso che dovrà superare prove titaniche per mantenerlo, sotto gli attacchi di burocrati che vorrebbero cancellare la sua mansione.
In passato, altri autori e attori cinematografici hanno raccontato dell'italiano medio, da Totò a Franco e Ciccio, passando per i film con Alberto Sordi, quelli di Lina Wertmuller, fino ad arrivare al mitico Giandomenico Fracchia, o Fantozzi. Magari erano anche grandi registi come Ettore Scola a raccontare di queste storie (a proposito, Quo Vado ricalca un pò il format di "riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?") e anche l'intellettuale bilioso ne ha approvato la trasposizione cinematografica. Quo Vado è un film facile, senza troppi trucchi, del quale si può fare o non fare una lettura politico-sociologica (e non cambia nulla se non si fa) o al quale si può semplicemente assistere ridendo delle smorfie e delle peripezie di Checco Zalone: devo riferire per onore di cronaca che il cinema non sghignazzava, e che ho visto alti film in cui mi sono slogato la mascella a furia di ridere. Come concludere: non vale la pena, a mio parere, di affannarsi e fare file al botteghino del cinema, e non bisogna aspettarsi niente di straordinario, per cui non lo consiglio, ma neanche lo sconsiglio. (l'intellettuale bilioso continui a rovinarsi il fegato, e vada a vedere qualche retrospettiva di cinema vietnamita).
Il cinema era pieno di gente, soprattutto ragazzini e gente qualunque, con quintali di popcorn e patatine. La storia ovviamente è semplice e di facile comprensione, narrando di un italiota talmente attaccato al posto fisso che dovrà superare prove titaniche per mantenerlo, sotto gli attacchi di burocrati che vorrebbero cancellare la sua mansione.
In passato, altri autori e attori cinematografici hanno raccontato dell'italiano medio, da Totò a Franco e Ciccio, passando per i film con Alberto Sordi, quelli di Lina Wertmuller, fino ad arrivare al mitico Giandomenico Fracchia, o Fantozzi. Magari erano anche grandi registi come Ettore Scola a raccontare di queste storie (a proposito, Quo Vado ricalca un pò il format di "riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?") e anche l'intellettuale bilioso ne ha approvato la trasposizione cinematografica. Quo Vado è un film facile, senza troppi trucchi, del quale si può fare o non fare una lettura politico-sociologica (e non cambia nulla se non si fa) o al quale si può semplicemente assistere ridendo delle smorfie e delle peripezie di Checco Zalone: devo riferire per onore di cronaca che il cinema non sghignazzava, e che ho visto alti film in cui mi sono slogato la mascella a furia di ridere. Come concludere: non vale la pena, a mio parere, di affannarsi e fare file al botteghino del cinema, e non bisogna aspettarsi niente di straordinario, per cui non lo consiglio, ma neanche lo sconsiglio. (l'intellettuale bilioso continui a rovinarsi il fegato, e vada a vedere qualche retrospettiva di cinema vietnamita).
Blackstar. Ovvero fare stravizi e vivere a lungo.
Blackstar e'il nuovo lavoro di David Bowie, un altro di quelli che ci dimostra un fatto ineluttabile: essere rockstar allunga la vita. Ma non voglio affrontare temi che competono alla geriatria, fatto sta che il Duca Bianco alla venerabile età di anni 69 ha sfornato un cd interessante e diverso. Sono sette lunghe tracce, praticamente nessuna delle quali ha la dimensione da hit radiofonica. Niente riff e refrain, nessun brano ha il motivetto che sbatte dentro il cranio come un calabrone. Se avete amato certe atmosfere dark di King Crimson e Massive Attack, questo disco così oscuro e ritmato fa per voi, anzi per noi.
martedì 29 dicembre 2015
era una notte non tanto buia
E neanche troppo tempestosa. Faceva freddo, quello sicuro, mentre mi dirigevo, in una città aliena, verso un luogo chiamato (me ne sarei accorto dopo) pomposamente ma immeritatamente "multisala".
Però, siccome era almeno un anno che non andavo al cinema, non potevo stare troppo a sottilizzare, per cui sono entrato, ho comprato il biglietto, ho aspettato. Sono arrivati altri spettatori, tutti troppo giovani per avere vissuto, come me, le uscite "a suo tempo" delle prime sei puntate della saga, ci siamo guardati con lo sguardo che diceva "non ne posso fare a meno".
Poi una tizia che non vedeva l'ora di chiudere bottega e scapparsene a casa ha aperto le porte, recuperato gli occhiali 3D e distribuito a chi stava per entrare dei visori presi da un altro cesto: secondo me erano quelli dello spettacolo precendente, ma inutile fare troppo gli schizzinosi.
Senza neanche la solita pubblicità il film è iniziato: ultimo spettacolo, ho inforcato gli occhialoni 3D ed il viaggio è cominciato.
Se, come me, avete amato la fantascienza, la fantasy, i film d'azione, gli inseguimenti, le astronavi guidate come go-kart, mondi lontanissimi raggiunti in pochi secondi di pellicola, gli eroi immortali, se avete conosciuto il lato oscuro della Forza, se vi appassionano i duelli psicologici e quelli a colpi di spade laser, avete scelto il film giusto.
(Star Wars 7)
Però, siccome era almeno un anno che non andavo al cinema, non potevo stare troppo a sottilizzare, per cui sono entrato, ho comprato il biglietto, ho aspettato. Sono arrivati altri spettatori, tutti troppo giovani per avere vissuto, come me, le uscite "a suo tempo" delle prime sei puntate della saga, ci siamo guardati con lo sguardo che diceva "non ne posso fare a meno".
Poi una tizia che non vedeva l'ora di chiudere bottega e scapparsene a casa ha aperto le porte, recuperato gli occhiali 3D e distribuito a chi stava per entrare dei visori presi da un altro cesto: secondo me erano quelli dello spettacolo precendente, ma inutile fare troppo gli schizzinosi.
Senza neanche la solita pubblicità il film è iniziato: ultimo spettacolo, ho inforcato gli occhialoni 3D ed il viaggio è cominciato.
Se, come me, avete amato la fantascienza, la fantasy, i film d'azione, gli inseguimenti, le astronavi guidate come go-kart, mondi lontanissimi raggiunti in pochi secondi di pellicola, gli eroi immortali, se avete conosciuto il lato oscuro della Forza, se vi appassionano i duelli psicologici e quelli a colpi di spade laser, avete scelto il film giusto.
(Star Wars 7)
martedì 23 giugno 2015
Laura non c'è, è andata via.
Che non ci fosse più e da tempo, lo sapevamo, indipendentemente dai lai di nek ( che poi come fa uno a scegliere di chiamarsi come una stampante, se lo sa lui).
Musa ispiratrice di polluzioni notturne e fornicazioni diurne per la maggior parte dei maschi in età pubere dal 1974 in poi, ape regina impollinata oniricamente o a mano stretta dagli stessi maschi senza disfunzioni erettili, Laura Antonelli, oh divina.
Carriera parabolica, sinuosa come le sue forme mature, impersonante una forma di sensualità impareggiabile, forse inesistente, sicuramente irraggiungibile e per questo più desiderabile. Addio, bella signora delle malizie senza malizia, la vita terrena ti ha dato tanto ma ti ha tolto di più, addio.
Musa ispiratrice di polluzioni notturne e fornicazioni diurne per la maggior parte dei maschi in età pubere dal 1974 in poi, ape regina impollinata oniricamente o a mano stretta dagli stessi maschi senza disfunzioni erettili, Laura Antonelli, oh divina.
Carriera parabolica, sinuosa come le sue forme mature, impersonante una forma di sensualità impareggiabile, forse inesistente, sicuramente irraggiungibile e per questo più desiderabile. Addio, bella signora delle malizie senza malizia, la vita terrena ti ha dato tanto ma ti ha tolto di più, addio.
martedì 9 giugno 2015
cosa avrà voluto dire
Ho parcheggiato dietro al teatro, come al solito. Mi sono passati sulla testa due gabbiani, e poco dopo una figura vestita di scuro ha lanciato dal balcone due mazzi di carte da poker con la scritta "cielo" sul dorso.
Le due carte che mi sono arrivate più vicine sono state un Re di cuori ed un tre di cuori.
Cos'avrà voluto dire?
lunedì 8 giugno 2015
Trovare casa ammilano
Ad un certo punto, una famiglia (la mia)si sposta ammilano (dove fa cchiucavuru ri paliemmu, ma già lo avevo dichiarato), e cerca un appartamento per il figlio che verrà presto fagocitato dall'oscuro ingranaggio casa-lavoro-casa.'Finora ha vissuto in un comodo,residence, vicino all'università, ma è periferico. Allora cominciamo.
Appartamento zero, senza agenzia, quello sceglieremo alla fine. Un quartiere senza fronzoli e senza brindoli, ma una casa che ha tutto, da condividere in tre persone.
Appartamenti proposti dall'agenzia immobiliare: topaia numero uno, e senza offesa per i topi, abitata da un subumano che dichiara "oggi è in ordine"; puzza di essere umano sporco, tabacco e spazzatura, nonostante il condominio borghese, sei anni che non fanno pulizie, porte rotte, niente maniglie e rubinetti spaccati. Ecco perché non si lavano, penso io. La signorina dell'agenzia si capisce che è imbarazzata, ma ci dice "la padrona di casa è un tipo sui generis, ha sempre affittato così". Grazie arrivederci, trovate altri topi da alloggiare li, senza offesa per i topi.
Appartamento due: condominio dignitoso, zona residenziale, casa devastata, il proprietario è un burbero novantaduenne per il quale va bene così. Siccome mi dispiacerebbe cantargliene quattro e vedermelo crepare davanti, evitiamo di incontrarlo, troverà sicuramente gente più disponibile di noi.
Appartamento tre: la casa è grande, stanno ristrutturando perché ci sono ancora le porte, i bagni, i pavimenti, la carta da parati degli anni sessanta. Tutto scassato "tra quindici giorni sarà pronta" dice vergognandosi di se stesso l'agente immobiliare. Chiavistelli e allarmi in ogni stanza "il proprietario è un tipo paranoico" aggiunge il volenteroso agente. Grazie, arrivederci paranoid android, sceglieremo l'appartamento zero.
Sull'aereo, tornando a casa, la sensazione morbida e melanconica che per lui, il figlio milanese, è finito il tempo dell'infanzia, e che il suo ingresso nella vita è avvenuto, per ora con una casa condivisa.
Appartamento zero, senza agenzia, quello sceglieremo alla fine. Un quartiere senza fronzoli e senza brindoli, ma una casa che ha tutto, da condividere in tre persone.
Appartamenti proposti dall'agenzia immobiliare: topaia numero uno, e senza offesa per i topi, abitata da un subumano che dichiara "oggi è in ordine"; puzza di essere umano sporco, tabacco e spazzatura, nonostante il condominio borghese, sei anni che non fanno pulizie, porte rotte, niente maniglie e rubinetti spaccati. Ecco perché non si lavano, penso io. La signorina dell'agenzia si capisce che è imbarazzata, ma ci dice "la padrona di casa è un tipo sui generis, ha sempre affittato così". Grazie arrivederci, trovate altri topi da alloggiare li, senza offesa per i topi.
Appartamento due: condominio dignitoso, zona residenziale, casa devastata, il proprietario è un burbero novantaduenne per il quale va bene così. Siccome mi dispiacerebbe cantargliene quattro e vedermelo crepare davanti, evitiamo di incontrarlo, troverà sicuramente gente più disponibile di noi.
Appartamento tre: la casa è grande, stanno ristrutturando perché ci sono ancora le porte, i bagni, i pavimenti, la carta da parati degli anni sessanta. Tutto scassato "tra quindici giorni sarà pronta" dice vergognandosi di se stesso l'agente immobiliare. Chiavistelli e allarmi in ogni stanza "il proprietario è un tipo paranoico" aggiunge il volenteroso agente. Grazie, arrivederci paranoid android, sceglieremo l'appartamento zero.
Sull'aereo, tornando a casa, la sensazione morbida e melanconica che per lui, il figlio milanese, è finito il tempo dell'infanzia, e che il suo ingresso nella vita è avvenuto, per ora con una casa condivisa.
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